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Lunedì, 3 Settembre 2007
Dario FranceschiniDario Franceschini ha dichiarato: «Noi cattolici impegnati in politica cercheremo tutti i giorni di essere coerenti con i nostri valori, ascolteremo i richiami della Chiesa, ma sappiamo anche che nessuno ci potrà dire come votare né alle elezioni, né in Parlamento». E a me questo basta per sostenere il ticket (che brutto termine!) Veltroni-Franceschi. Tanto più quando Rutelli di fronte alle richieste di approfondimento della Comunità europea sugli sgravi fiscali della Chiesa parla di polemiche e di attacchi ingiustificati contro il cattolicesimo. |
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Il 05-09-2007 fabioomero ha scritto: Cara Clara scusa la lunghezza e soprattutto il fatto che mi cito da solo. Ma riporto un pezzo della mia relazione al congresso provinciale dei Ds che mi ha rieletto segretario e che quindi ha approvato quanto riporto: "Le nostre differenze, le nostre radici e culture non hanno mai ostacolato il nostro percorso fatto di dialogo e poi di scelte, di confronto e poi di decisioni, e dalle nostre differenze abbiamo imparato la pratica della laicità, che oggi invochiamo e che sembra vogliamo erigere a discrimine tra una mozione e le altre.
Ma la laicità non è solo quella pretesa rispetto alle chiese e alle religioni, la laicità deve essere anche verso le ideologie del 900, sconfitte dalla democrazia, verso il populismo anche di certa sinistra, verso il pacifismo e l’ambientalismo demagogici. Verso l’integralismo ideologico e non solo religioso.
È vero, la linea di Fassino sulla laicità del partito democratico è stata messa a dura prova dalle gerarchie della Chiesa: «Il partito democratico sarà un partito laico. Un partito che riconoscerà il valore delle fedi e delle culture. La via del confronto, del dialogo ravvicinato, della mediazione alta è la via maestra per riaffermare la laicità della politica, che non è messa in pericolo dalla forza con la quale questa o quella confessione religiosa manifesta il suo credo religioso, o le sue convinzioni morali. La laicità della politica, in un sistema democratico, può essere messa in dubbio solo dalla debolezza o dalla subalternità della politica e delle istituzioni».
Ma le altre mozioni non possono vantare che la laicità è un principio non negoziabile, che non può essere discusso il diritto di esprimere un giudizio critico sull’offensiva integralista che viene da settori importanti delle gerarchie ecclesiastiche, neanche queste fossero prerogative di una parte del partito piuttosto che dell’altra. Mi pare di aver ampiamente sostenuto che lo Stato laico esige l´autonomia delle istituzioni e della società civile dalle ingerenze di qualsiasi organizzazione confessionale e non solo, dalle direttive di tutti quei poteri che si sono costituiti senza far ricorso alle regole imposte dalla democrazia. Ma valga per tutti quanto affermato da Fassino: «Lo Stato non può adottare nelle sue decisioni un punto di vista etico religioso. Compito dello Stato è garantire l’uguaglianza dei diritti dei cittadini, il rispetto delle scelte di vita di ciascuno e l’esercizio della libertà di ogni persona nella responsabilità. È sulla base di questi tre criteri che lo Stato legifera». Sottoscrivo in pieno questo concetto della laicità dello Stato. Le leggi dello Stato devono articolarsi sull’uguaglianza dei diritti, sul rispetto delle scelte di vita e sull’esercizio responsabile della libertà di tutti i cittadini. Ma sulla laicità voglio tornare, sulla laicità come valore, sulla laicità intesa come metodo che propone valori, non li impone, sulla laicità come garanzia di pluralismo, come garanzia di confronto di dialogo e di convivenza, la laicità come contaminazione, perché sembra quasi che nel partito democratico non riusciremo a fare quanto già facciamo dentro il nostro partito.
I “Dico” erano il disegno di legge su cui doveva cadere il Governo. C’è dell’ironia a pensare che potevamo ritenere più facili le intese sui valori di libertà, pace, giustizia e solidarietà con le culture e le sensibilità della sinistra postcomunista e movimentista, piuttosto che sui diritti individuali, i nuovi diritti, con le culture e le sensibilità dei cattolici. Quando poi il ripudio della guerra e il riconoscimento del ruolo dell’Italia nell’Unione europea e nell’Onu, quando la conferenza internazionale di pace, quando l’art 11 della Costituzione sono stati bocciati dal voto di senatori espressione delle culture e delle sensibilità della sinistra. I “Dico” non sono più nell’agenda del Governo. Mi pare corretto anche se opposte sono state le interpretazioni di esponenti sia del centrodestra che del centrosinistra. Il Governo ha licenziato il disegno di legge. Ora è compito del Parlamento lavorare sulle diverse proposte in campo. E nel prossimo futuro approderà in Parlamento anche la proposta di “Testamento biologico”, che vede all’interno dello schieramento di centrosinistra, all’interno del nostro stesso partito, sensibilità e idee diverse. E vede la gerarchia cattolica impegnata ancora nella sua azione politica fatta, per dirla con Furio Colombo, di «editti, di enunciazioni, di intimazioni, tutte con il verbo all’indicativo, tutte prive della forma esortativa e di invocazione che è tipica della predicazione religiosa, tutte fermamente basate sull’intento di dettare legge, senza mostrare alcun margine di tolleranza per posizioni diverse».
La sintesi sui “Dico” è stata trovata. Chiarisco subito che il punto di incontro non mi soddisfa. Che avrei voluto che fosse riconosciuta la convivenza come un nuovo istituto giuridico, come una nuova forma di famiglia e questo proprio nel rispetto dell’art 29 della Costituzione, così come riportato nell’appello promosso dalla Fondazione critica liberale: «L’art 29 non impone affatto alla Repubblica di riconoscere come famiglia solo quella definita quale “società naturale fondata sul matrimonio”. Impone invece alla Repubblica di riconoscere i suoi diritti. A essa è garantita una sfera di autonomia rispetto al potere dello Stato. “Non è una definizione. È una determinazione di limiti” ribadì Aldo Moro alla Costituente, perché era vivo il ricordo del tentativo fascista di monopolizzare l’educazione dei giovani, analogo a quanto andava succedendo in quei mesi con l’instaurazione dei regimi stalinisti». Eppure il lavoro delle due ministre Bindi e Pollastrini, la tenuta della Bindi, l’appello dei 60 dirigenti della Margherita davanti alle discesa in campo della Cei contro l’art 1 dei “Dico” sono riusciti a riaffermare la laicità della politica, dimostrando che con la Margherita è possibile trovare un punto di mediazione anche e proprio su questi temi. E non nascondiamoci che neppure dentro al nostro partito c’era la condivisione delle mie posizioni. I Cristiano sociali hanno sostenuto chiaramente, e dirò legittimamente da parte loro, la linea di un riconoscimento dei diritti dei singoli dentro la coppia e non dei diritti della coppia di fatto. Lo ricordo perché sia chiaro che dentro il nostro partito esiste già lo stesso confronto di culture laiche, o se volete laiciste, e cattoliche. Quel confronto che ora si vuole eleggere a limite di una futura intesa con la Margherita dentro al partito democratico. Ma poi siamo realmente convinti di conoscere i nostri amici della Margherita, di conoscere come le donne e gli uomini della Margherita la pensano realmente sui temi etici? Vi garantisco. Può essere una sorpresa per tutti noi. Io l’ho sperimentato di persona. Lasciamo perdere i Rutelli e le Binetti, perché nella Margherita gli iscritti e gli elettori la laicità la praticano né più, né meno di noi."
Il 05-09-2007 Clara ha scritto: Beh, Fabio , bisogna dire che ti accontenti di poco. Cosa vuol dire "essere coerenti con i nostri valori, ascoltare i richiami della chiesa ed essere consapevoli che nessuno ci potrà dire come votare nè alle elezioni,nè in parlamento"? Cosa vuole dire , ad
esempio, rispetto i temi dell'eutanasia, della ricerca scientifica, delle tecniche di fecondazione assistita, di matrimonio omosessuale, di legge 194, di pillola del giorno dopo ecc.ecc. (l'elenco è lungo, e tocca oltre i corpi della gente, le anime e i portafogli - a proposito di Ici)?
Per uno come te, che si è sbattezzato e che i richiami della chiesa evidentemente non li vuole più sentire , non dev'essere facile sostenere un tandem (meglio di ticket?) come quello di Veltroni -Franceschini.
Hai letto oggi su Il piccolo a pag. 2 l'articolo "Ruini:la legge sull'aborto deve essere migliorata" e ,a pag. 28, nella rubrica segnalazioni la lettera "Legge sull'aborto da difendere"?Cosa si risponde alla sig.ra Lauri? Cosa risponderemo a noi stessi che ci auguravamo una bella società laica?
Clara
Il 04-09-2007 Marta ha scritto: E cosa vuoi che dica il piacente, compiacente, compiaciuto Rutelli? Per me, uno dei misteri della politica italiana è come mai questa sfuggente e furtiva persona, che dice e poi nega, che fa e poi nasconde la mano, sia arrivato al posto in cui è. Mi potrai dire che è in buona compagnia. Appunto, Perciò evviva alle parole di Franceschini.
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