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Ancora un altro blog? Forse, ma forse anche un mezzo per mantenere il dialogo nel tempo con le cittadine e i cittadini, che mi hanno votato, o che non mi hanno votato, ma che comunque rappresento nel Consiglio comunale di Trieste. Un mezzo per raccontare la città dal mio punto di vista privilegiato..., per confrontarmi, ma soprattutto un mezzo per ascoltare la città.

 

 

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Mercoledì, 12 Settembre 2007

riscaldamento del mare

I cambiamenti climatici e il riscaldamento del mare sono oggi la notizia di apertura del quotidiano locale. Di ieri infatti l’allarme lanciato da Silvio Greco coordinatore scientifico dell’Icram, Istituto centrale per la ricerca scientifica applicata al mare: nell’inverno 2003 nel golfo di Trieste si è passati dai 5 ai 13 gradi di temperatura media. La flora e la fauna marina sono in pericolo e oggi diversi tecnici ci spiegano le ragioni e paventano altri pesanti rischi futuri. Tecnici e pescatori concordano poi che la costruzione del rigassificatore peggiorerebbe ancora di più la situazione. Bene, non sono un tecnico e neppure un pescatore, ma due erano le principali controindicazioni dell’impianto di rigassificazione: l’utilizzo del cloro e il raffreddamento dell’acqua. Per il biocida capisco e infatti vanno trovate altre soluzioni per eliminare alghe e microorganismi. Ma come la mettiamo con le denuncie ancora dei tecnici e degli ambientalisti sulle devastanti conseguenze da raffreddamento del mare? Un utilizzo a ciclo chiuso dell’acqua del liquido di riscaldamento del GNL con scambio di calore nel mare sarebbe poi tanto un’eresia?

Il 13-09-2007 Carlo Franzosini ha scritto:
2 osservazioni: 1 - "...Per il biocida capisco e infatti vanno trovate altre soluzioni per eliminare alghe e microorganismi." => Alghe e microorganismi non vanno ELIMINATI. Vanno, invece, eliminati i rischi di malfunzionamento dell'impianto dovuti al fatto che il mare è popolato (non infestato) da alghe e microrganismi. 2 - "...Un utilizzo a ciclo chiuso dell'acqua del liquido di riscaldamento del GNL con scambio di calore nel mare sarebbe poi tanto un'eresia?" => Dove il riscaldamento è uniforme, irradiato su tutta la superficie del mare, si risponde con un raffreddamento concentrato in un punto limitato. Al di la degli svariati ordini di grandezza dell'energia coinvolta dai due fenomeni (dove l'apporto di calore verrebbe compensato - per una minima frazione - dal raffreddamento dell'acqua), la trasformazione dell'ambiente, in prossimità degli scambiatori di calore dell'impianto, sarebbe molto repentina e per questo non sostenibile. Ancora: se qui si raffredda (perché il GNL cede frigorie), da qualche altra parte si riscalda (perché, in fase di liquefazione, al metano viene sottratto il calore che deve essere smaltito). Se, per esempio, parliamo di un impianto di liquefazione in Mediterraneo, nel caso in cui il calore venga smaltito in mare (Algeria ed Egitto - in esercizio-, Libia - in progettazione-), a scala di bacino il risultato è nullo. E i danni sono locali.

Il 12-09-2007 Giovanni Costa ha scritto:
Suggerirei la lettura del libro ORAZIONI, aut. Eschine, a cura di Antonio Natalicchio, ed. Biblioteca Universale Rizzoli, Milano, 2001 (Euro11,36). Tratta del processo censorio contro Timarco, in cui, apertamente, in un'aula di giustizia, venne accusato Timarco, uomo politico d'Atene, di essersi prostituito (non di essere omosessuale, bensì prostituto omosessuale) e d'aver dissipato i beni paterni e, pertanto di essere interdetto dal parlare al popolo e dal tenere cariche di governo. In proposito si può vedere anche l'orazione 31 di Lisia. Lo stesso problema sollevato, giustamente, oggi da Beppe Grillo, ma questi politici, pur condannati continuano a malgovernare. Qui vengo al punto, nel V-IV sec a. C., si era affrontato il problema dell'immoralità degli uomini di governo, oggi se non ci fosse stato Beppe Grillo, se si fosse lasciata a sè la casta politica, condannati per reati anche gravi continuerebbero (e, probabilmente, continueranno) a governare; così il problema del cambiamento del clima, se lasciamo a sè questa casta che ci comanda, se non ci riappropriamo della scienza ma la lasciamo a pochi , ad un elite, queste sono le conseguenze, tutto fuori controllo. Si dimenticano le lezioni di Atene e dell'Antichità e viene fuori uno sfascio totale.