home page  
 TORNA AL NUOVO BLOG
 

Ancora un altro blog? Forse, ma forse anche un mezzo per mantenere il dialogo nel tempo con le cittadine e i cittadini, che mi hanno votato, o che non mi hanno votato, ma che comunque rappresento nel Consiglio comunale di Trieste. Un mezzo per raccontare la città dal mio punto di vista privilegiato..., per confrontarmi, ma soprattutto un mezzo per ascoltare la città.

 

 

Leggi gli altri articoli

 
Domenica, 30 Settembre 2007

Isabelle Caro è la rappresentazione di ...



Il ritratto di Isabelle Caro, modella afflitta da una grave forma di anoressia che l'ha portata a pesare poco più di trenta chili, fa discutere forse perché fa paura. Del resto lo dice lo stesso Oliviero Toscani: «Quell’immagine fa paura? È la funzione dell’arte, deve spaventare. Le cose belle spaventano, come i quadri di Bosch e di Goya. Nei secoli l’arte è sempre servita a far interrogare le coscienze». Forse perché è la rappresentazione della società contemporanea. Spogliata degli abiti firmati è quanto di essa resta. A questo punto leggerne l’iconologia diventa un gioco. Per esempio: se fosse il Partito democratico? Un progetto bello, elegante, di grande firma. Ma se sotto l’abito poi scoprissimo che non c’è il partito fatto di persone, luoghi, passioni e impegno? Se fosse...

Il 01-10-2007 Marta ha scritto:
Le scelte di Toscani raramente mi trovano d'accordo, ma questa invece la condivido. Certamente mi sembra increscioso che tu ti serva di questa immagine per fare il gioco del "se fosse", ma questo fa parte dell'aspetto iconoclasta del tuo carattere: sei in buona compagnia dei tuoi corrispondenti. A me questa fotografia di una ragazza ammalata ha ricordato uno splendido libro di fotografie di ammalati terminali di cancro, pubblicato per combattere il silenzio che circondava sempre questa malattia. Eguale al silenzio che circonda sì l'anoressia, la bulimia, in genere i problemi alimentari ma anche tante altre malattie psichiche. Trovo che se talvolta i giornali, le riviste patinate portassero - possibilmente senza riferimenti ad un logo commerciale - fotografie di persone ammalate per incidere nell'indifferenza e nel terrore che tanti hanno - compresi i medici - delle malattie,non sarebbe male. Cosa ha a che fare questo con l'arte? Ma per l'amor di Dio! Noi siamo costantemente bersagliati da articoli per lo più scandalistici su episodi di malasanità: mentre, a mio avviso la mancanza di capacità empatiche da parte dei medici è una macroscopica mancanza della loro preparazione rpofessionale e aumenta - invece di combattere- la paura per la malattia nelle persone che ne sono afflitte. Amen!

Il 30-09-2007 Salvatore A. ha scritto:
Se fosse la scuola italiana? Visto che lei è anche professore.

Il 30-09-2007 Giovanni Costa ha scritto:
Cito; "Forse perché è la rappresentazione della società contemporanea. Spogliata degli abiti firmati è quanto di essa resta." Direi sia proprio vero, qui se togliamo abiti firmati, messinscena varia, comunicazione politica, pubblicità, luci della ribalta, ecc. non resta più niente o, meglio, restano tante ma tante ingiustizie; forse Beppe Grillo darà una mano ad eliminarne almeno qualcuna, il Partito Democratico penso proprio di no.

Il 30-09-2007 lucia ha scritto:
e se fosse invece la finanziaria di prodi & t.p.s.?