|
Ancora un altro blog? Forse, ma forse anche un mezzo per mantenere il dialogo nel tempo con le cittadine e i cittadini, che mi hanno votato, o che non mi hanno votato, ma che comunque rappresento nel Consiglio comunale di Trieste. Un mezzo per raccontare la città dal mio punto di vista privilegiato..., per confrontarmi, ma soprattutto un mezzo per ascoltare la città.
Leggi gli altri articoli |
 |
Sabato, 6 Ottobre 2007
IL FRIULANO A SCUOLAIo sono tra quanti hanno sempre sostenuto la necessità di garantire la laicità delle Istituzioni e tra queste la laicità della scuola. Sono convinto che lo Stato laico deve esigere l’autonomia delle istituzioni e della società civile dalle ingerenze di qualsiasi organizzazione confessionale e non solo e, con le parole di Fassino, che è «compito dello Stato garantire l’uguaglianza dei diritti dei cittadini, il rispetto delle scelte di vita di ciascuno e l’esercizio della libertà di ogni persona nella responsabilità». È sulla base di questi tre criteri infatti che le Istituzioni devono legiferare. Ma poi scopro che la laicità della scuola non è messa in discussione tanto dagli accordi tra la Repubblica italiana e la Santa Sede, quanto piuttosto dalla legge regionale che vorrebbe introdurre l’insegnamento del friulano. Le modifiche del Concordato del 1985 prevedono infatti che «nel rispetto della libertà di coscienza e della responsabilità educativa dei genitori, è garantito a ciascuno il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica. All’atto dell’iscrizione gli studenti o i loro genitori eserciteranno tale diritto, su richiesta dell’autorità scolastica, senza che la loro scelta possa dar luogo ad alcuna forma di discriminazione». Altrettanta laicità non è garantita invece da chi pretende l’introduzione del silenzio-assenso sull’insegnamento del friulano.
|
|
Il 06-10-2007 Giovanni Costa ha scritto: Si deve rilevare che la maggior parte delle persone, oggi, in Italia, ha lacune sull'italiano, così, vi sono incertezze sull'uso dell'ausiliare essere od avere nel passato prossimo dei verbi intransitivi, vi sono incertezze su quando impiegare il passato prossimo ed il passato remoto, incertezze sul periodo ipotetico, se non vi fossero i computer con WORD, non si saprebbe più scrivere a mano, ecc. Concludo, non sarebbe meglio, con tutto il rispetto per il Friulano, che la scuola cercasse di colmare queste lacune od incertezze, piuttosto che incoraggiare lo studio di una lingua altamente minoritaria?
Questi politici vogliono, forse, una squola, colla q, appunto, cioè di somari.
Il fatto, che vi si insegni la Religione Cattolica Romana, anche se in modo facoltativo, mi fa pensare proprio di sì.
|
|
 |
|