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Ancora un altro blog? Forse, ma forse anche un mezzo per mantenere il dialogo nel tempo con le cittadine e i cittadini, che mi hanno votato, o che non mi hanno votato, ma che comunque rappresento nel Consiglio comunale di Trieste. Un mezzo per raccontare la città dal mio punto di vista privilegiato..., per confrontarmi, ma soprattutto un mezzo per ascoltare la città.

 

 

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Giovedì, 11 Ottobre 2007

cara amica, caro amico, (4. continua)



da I VOSTRI DIRITTI SONO I MIEI di Walter Veltroni. Cinque anni fa, in una ricerca diventata famosa, un brillante studioso americano, Richard Florida, documentava come le città economicamente e socialmente più dinamiche degli Stati Uniti fossero quelle meglio valutate sulla base di tre parametri: gli investimenti nell’innovazione tecnologica, la valorizzazione dei talenti individuali e la tolleranza per le diversità, a cominciare da quella di orientamento sessuale. Le tre «t» (tecnologia, talento e tolleranza) sono, secondo l’analisi empirica di Florida, fattori di sviluppo ugualmente essenziali. Allo stesso modo, è importante ricordare che Florida rifiutava la identificazione tra tolleranza per la diversità e ostilità per i valori familiari. Questo modo divisivo di pensare, scriveva, non solo è pericoloso, perché mina alle fondamenta l’unità culturale e morale della Nazione, ma è anche inappropriato e non accurato sul piano descrittivo. Dalla sua ricerca emergeva infatti che le città americane più tolleranti, e anche per questo più dinamiche, sono anche le città più «family- and child-friendly», più a misura di famiglia e di bambino. Vale ovviamente non solo per gli Stati Uniti. Lo stesso si può dire per l’Italia, anche grazie agli studi e alle analisi effettuate da una sua giovane collaboratrice, Irene Tinagli, che mi fa molto piacere abbia accettato di presentarsi alle primarie a Milano, in una delle liste che sostengono la mia candidatura. Sono pienamente d’accordo con le tesi di Florida, anche sulla base della mia esperienza di Sindaco di Roma. (...) La politica buona, quella che stiamo cercando di rilanciare col Partito democratico, è la politica del dialogo e dell’incontro, della condivisione di punti di vista e di partenza differenti e di un comune itinerario di ricerca verso soluzioni migliori, proprio perché frutto dell’apporto di tanti, tutti tra loro diversi. E’ la politica che rifiuta la logica dell’«aut-aut», perché fa propria quella dell’«et-et». Solo così si sconfigge, in radice, la logica dell’intolleranza, della discriminazione, della violenza. Armi cattive, che fanno male, che producono sofferenza, umiliazione, emarginazione. Armi che hanno ripreso ad offendere, mai come negli ultimi tempi, donne e uomini, ragazze e ragazzi, colpevoli solo di essere diversi nel loro orientamento sessuale. Mi chiedete un impegno chiaro e parole nette. Ebbene: se sarò eletto segretario, (...) il primo impegno sarà il sostegno in Parlamento al disegno di legge del governo contro la violenza sessuale. Allo stesso modo, il Partito democratico lavorerà per dare seguito al preciso impegno assunto da tutta l’Unione davanti agli elettori: il riconoscimento con legge dei diritti delle persone che vivono nelle unioni di fatto, indipendentemente dal loro orientamento sessuale. Perché non c’è contraddizione fra sostenere il valore della famiglia tradizionale e riconoscere i diritti di chi si ama e convive. In Senato sono all’esame della Commissione Giustizia numerose proposte. Il Partito democratico lavorerà per coagulare il consenso più ampio possibile attorno ad un testo che segni un passo in avanti inequivocabile. Sono convinto che non solo il Partito democratico, ma una larga maggioranza del Paese, indipendentemente dalla collocazione politica, dall’orientamento culturale o dal credo religioso di ciascuno, possa riconoscersi in una posizione di equilibrio e di saggezza.

Il 14-10-2007 fabioomero ha scritto:
In risposta a Andrea Benedino e Anna Paola Concia di Gay-left, Veltroni ha confermato sull’Unità il suo impegno e quello del Pd per approvare la legge dei diritti delle persone che vivono nelle unioni di fatto. Quanto al registro comunale, esso non ha alcuna rilevanza giuridico-amministrativa. Del resto come ho raccontato nel blog già oggi due donne o due uomini possono registrarsi in Comune come famiglia “anagrafica”. Ma dopo? La convivenza è riconosciuta dalla giurisprudenza, ma senza una legge specifica poco possiamo ottenere con il registro, salvo qualche articolo sui giornali. Al Gay pride hanno aderito i DS Unione Metropolitana di Firenze, i Ds del Lazio, i Ds Nazionale, i DS di Reggio Emilia, i Ds di Roma, i DS del I Municipio di Roma, i DS P.ta San Giovanni di Roma, i DS Federazione Umbria Centro, i DS dell’Umbria, i DS di Trieste, Gayleft Nazionale, la Sinistra Giovanile nazionale, la Sinistra Giovanile di Benevento, la Sinistra Giovanile di Brescia, la Sinistra Giovanile del Cavanese, la Sinistra Giovanile di Como, la Sinistra Giovanile dell’Emilia Romagna, la Sinistra Giovanile Un Met di Firenze, la Sinistra Giovanile del Friuli-Venezia Giulia, la Sinistra Giovanile di Gorizia, la Sinistra Giovanile del Lazio, la Sinistra Giovanile delle Marche, la Sinistra Giovanile del Piemonte, la Sinistra giovanile di Roma, la Sinistra Giovanile di Trieste e la Sinistra Giovanile dell’Umbria. Più governativi di così...

Il 13-10-2007 Clara ha scritto:
Ed è quanto meno strano che anche tu nel mentre ti parlo di una questione che riguarda l'associazione radicali di Roma e il sindaco Veltroni sul tema del registro delle unioni civili mi parli di cosa ha fatto Walter per il gay pride.Evidentemente non sapevi cosa rispondermi su questa questione e hai preferito parlare di una che conoscevi e che sostiene le tue tesi.Ma non credo che questa sia dialettica , credo che sia spostare i riflettori per far quadrare comunque le proprie ragioni. Resta il fatto che io ti ho parlato di una questione precisa. Però visto che mi parli di Gaypride DA RICORDARE c'è anche che l'unico carro a Roma con la scritta di un partito dello schieramento governativo è stato quello di Radicali Italiani.Il resto nulla.E questo è tutto documentato.Sono curiosa di sapere di cosa mi parlerai adesso. Buon lavoro per domani. Davvero. Clara

Il 12-10-2007 Clara ha scritto:
Fatto si è che Veltroni non ha risposto ai radicali e non ha preso in considerazione le firme per il registro delle unioni civili. Continuano ad essere parole, soltanto parole.

Il 12-10-2007 fabioomero ha scritto:
PER NON DIMENTICARE: Ds, Rifondazione, Pdci difendono la marcia dell'orgoglio omosessuale. Per Veltroni è un diritto costituzionale. (Corriere della Sera, 25.5.2000). Un'ondata di critiche a Francesco Rutelli dopo il ritiro del patrocinio. La comunità ebraica ha espresso la sua solidarietà, preoccupati i ministri Bellillo - Pari Opportunità - e Pecoraro Scanio - Politiche Agricole -. Critiche anche da PRC che chiede un patrocinio politico per il gay pride. Veltroni telefona al ministro dell'Interno Enzo Bianco per far svolgere regolarmente la manifestazione. Favorevole al ritiro Alleanza Nazionale, anche per il Movimento cristiano dei lavoratori il gay pride a Roma è inopportuno. Walter Veltroni, segretario DS: «Quello dell'orientamento sessuale degli individui attiene strettamente al tema dei diritti umani e non al costume e alla moda come qualcuno crede o vuol far credere». (Ansa, 30 maggio 2000). Veltroni si rivolge al Viminale: va garantito il regolare svolgimento dell’iniziativa. Il dietrofront dopo le pressioni della Chiesa. (Corriere della Sera, Milano, 30.5.2000, p. 1). Via libera al Gay Pride. L´assicurazione del premier dopo un intervento di Veltroni. Amato decide: il governo non vieterà il corteo. (La Repubblica, Roma, 31.5.2000).

Il 12-10-2007 ha scritto:
PAROLE PAROLE PAROLE...soltanto parole la la lala MA C'E' ANCORA QUALCUNO CHE CI CREDE?? Copio incollo a proposito di I VOSTRI DIRITTI SONO I MIEi . VI CONSIGLIO LA LETTURA . ALTRI BRILLANTI E PREZIOSI APPROFONDIMENTI SU RADICALIROMA.COM Clara Comelli segretario rxfvg.it p.s. Florida , se puoi,perdona chi ti cita impropriamente facendo dei tuoi bei concetti solo fumo per nascondere le proprie carenze in fatto di democrazia. » 10.10.2007 Comune di Roma, Iervolino: “Approvare la delibera sul registro delle unioni civili e liberare nuove risorse per gli investimenti, queste sono le nostre priorità.” “Sono passati più di venti giorni da quando, insieme a Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani, ho chiesto un incontro urgente al Sindaco di Roma Walter Veltroni, ma non abbiamo ricevuto ancora alcuna risposta. Innanzitutto, come più volte dichiarato, reputo quantomeno auspicabile un nostro coinvolgimento nei processi decisionali del Comune tenuto conto che noi radicali facciamo parte della maggioranza di centro sinistra che governa la nostra città. Inoltre in questi giorni ho sentito il bisogno di chiedere un colloquio urgente al Primo Cittadino, incontro che sarebbe opportuno e necessario fissare prima del 14 ottobre, data durante la quale si terranno le primarie del Partito Democratico. I 10.263 firmatari della delibera popolare, i sostenitori delle varie associazioni che compongono il comitato promotore e soprattutto i cittadini italiani hanno diritto, in vista di quell’appuntamento, di conoscere (per deliberare!) la posizione del Sindaco sui diritti civili, soprattutto perché questo tema così cruciale nella singolare realtà italiana non ha costituito oggetto di dibattito tra i candidati alla segreteria del PD. Ricordo che il 5 giugno sono state depositate in consiglio comunale le firme per la delibera di iniziativa popolare sul Registro delle unioni civili e ad oggi il Comune non ci ha ancora fatto sapere nulla ed il Presidente del Consiglio Comunale, Mirko Coratti, non ha ancora inviato la delibera alle commissioni competenti. E’ urgente sottolineare che il Consiglio Comunale ha l’obbligo statutario di discutere e votare la nostra delibera entro e non oltre il 5 dicembre. Un’ulteriore ragione che ci ha spinto a richiedere un incontro con Veltroni ha a che vedere con il declassamento da parte dell’agenzia di raiting Fitch dell’outlook del Comune di Roma da stabile a negativo. Una previsione di debito comunale che salirebbe nel 2011 a 7.5 miliardi di euro ed il finanziamento delle spese tramite entrate “una tantum” preoccupano non solo l’agenzia ma anche noi radicali. A parte qualche comunicato dell’opposizione e della maggioranza non si è aperto un vero confronto sulla necessità ed i modi di liberare nuove risorse da investire sui trasporti e sulle infrastrutture di cui tanto la nostra città sente il bisogno. Riteniamo importante che tutto ciò vada fatto senza ricorrere ad emissione di nuovo debito, ma attraverso una riduzione sostanziale della spesa corrente e la vendita di quelle società in house che ogni anno portano via parecchi milioni di euro dalle casse del Comune. Tenendo conto che i trasferimenti da parte dello Stato e della Regione Lazio ormai da anni diminuiscono in maniera sempre più consistente e visto che le entrate per compensare il minor gettito erariale vengono dal recupero dell’ICI non pagata e dalle alienazioni, mi sembra importante discutere su come accelerare la fase degli investimenti senza ricorrere a nuovo debito ma razionalizzando le spese. Timidi passi sono stati fatti in questi anni sia sul versante della spesa corrente sia sulle società partecipate, ma come radicali chiediamo che venga fatto molto di più. Se Veltroni non ci volesse ricevere per rispondere alle nostre domande e per capire cosa i radicali propongono per il governo delle città, come Associazione Radicali Roma siamo pronti a raccogliere le firme su un pacchetto di interrogazioni popolari sui temi dell’economia, della trasparenza e della spesa comunale. “ www.radicaliroma.com

Il 12-10-2007 Marta ha scritto:
Andremo, voteremo, sperando che qualcosa cambi!

Il 12-10-2007 Giovanni Costa ha scritto:
Cito; "Sono pienamente d’accordo con le tesi di Florida, anche sulla base della mia esperienza di Sindaco di Roma. (...) La politica buona, quella che stiamo cercando di rilanciare col Partito democratico, è la politica del dialogo e dell’incontro, della condivisione di punti di vista e di partenza differenti e di un comune itinerario di ricerca verso soluzioni migliori, proprio perché frutto dell’apporto di tanti, tutti tra loro diversi." Ora ricordo che anche PRODI, in campagna elettorale si era detto favorevole alle diversità, pronunciandosi a favore dei PACS; bene, vinte le elezioni, i PACS sono diventati DICO, poi il tutto si è insabbiato, non se ne fa più niente. A questo punto direi sia chiara la politica dell'incontro delle diversità, cioè quella dell'incontro col dominio Vaticano e clericale, in Italia non si esce di là. L'insabbiamento dei PACS-DICO lo dimostra chiaramente, come dimostra quanto siano falsi questi politici che promettono, quando devono prendere i voti, poi, quando li hanno presi, non mantegono.