Lunedì, 15 Ottobre 2007
the day after

Dopo l’alta partecipazione dei cittadini alle primarie il Pd ha ora una grossa responsabilità nei loro confronti. Le file ai gazebo e il voto significano che i cittadini vogliono contare e essere determinanti nei processi politici futuri. Segretari nazionale e regionale e assemblee costituenti non hanno ricevuto una delega in bianco. Ma le decisioni, statuto e carta dei valori prima di tutto, andranno sottoposte al giudizio dei cittadini ricorrendo allo strumento dei referendum. È l’impegno che ci siamo assunti e così dovrà essere anche per i programmi e le candidature alle elezioni amministrative e regionali del 2008. Questa è la risposta all’antipolitica, checchè ne dica Grillo, che considera tale interpretazione del voto di domenica prevedibile e infantile. Ma il “giorno dopo” voglio esprimere soprattutto il mio grande apprezzamento per Piero Fassino. Un signore d’altri tempi, mi verrebbe da commentare. Ha ereditato un partito che era al minimo storico. Gli ha restituito credibilità e autorevolezza. Ci ha fatto ritrovare l’orgoglio di essere Ds. Poi ci ha traghettati verso la straordinaria impresa, unica nella storia dei partiti, di dare vita a un partito nuovo costruendolo dal basso con il voto dei cittadini. E ora che ha onorato gli impegni fa un passo indietro. Certo resta deputato, sarà l’ambasciatore del Pd in Europa e nel mondo, ma ha consegnato il “giocattolo” nelle mani di Veltroni, accettando di diventarne il comprimario. Non è da tutti! Grazie Piero! L’ultima mia annotazione è la soddisfazione personale per il voto a Trieste. Il successo di Bruno Zvech e l’elezione all’assemblea regionale di tutti i sette, nessuna e nessuno esclusi, che ho sostenuto nella mia lettera inviata ad amici ed elettori e pubblicata sul blog il 5 ottobre (vedere per credere): Stefano Čok, Nicola Cicchitti, Grazia Cogliati Dezza, Adriana Merola, Milos Budin, Laura Famulari e Eloisa Cignatta. Un grazie quindi anche agli elettori. |