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Ancora un altro blog? Forse, ma forse anche un mezzo per mantenere il dialogo nel tempo con le cittadine e i cittadini, che mi hanno votato, o che non mi hanno votato, ma che comunque rappresento nel Consiglio comunale di Trieste. Un mezzo per raccontare la città dal mio punto di vista privilegiato..., per confrontarmi, ma soprattutto un mezzo per ascoltare la città.
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Sabato, 27 Ottobre 2007
un tema per il Pd del Friuli Venezia GiuliaIl Viminale ha detto no al riconoscimento delle coppie omosessuali sposate all’estero. Questo nonostante le direttive europee contro le discriminazioni omosessuali e a favore della libera circolazione dei cittadini europei. Da oggi le anagrafi dovranno accertarsi in modo inequivocabile che la coppia richiedente la registrazione dell’avvenuto matrimonio sia realmente costituita da un uomo e da una donna. Siamo al grand guignol o meglio alla farsa grottesca di ufficiali di stato civile che faranno spogliare nudi i cittadini per un’ispezione genitale. La notizia su Repubblica è accompagnata da uno specchietto molto interessante sulle norme che in alcune regioni italiane regolano i rapporti istituzionali con le unioni di fatto. Un bel tema da proporre alla costituente regionale del Pd, che sabato 10 novembre darà ufficialmente l’avvio del partito nuovo in Friuli Venezia Giulia. In Piemonte con l’articolo 1 di un disegno di legge della Bresso è previsto che la Regione tuteli la piena dignità delle unioni civili. In Emilia Romagna lo Statuto riconosce le unioni civili dal 2004. La Toscana con legge del 2006 riconosce anche al convivente il diritto di decidere sui trattamenti terapeutici. Lo Statuto dell’Umbria riconosce ai cittadini il diritto di scegliere quale assetto conferire ai loro rapporti e comunque pari dignità per i conviventi. Il Lazio prevede forme di assistenza per persone legate da vincoli affettivi e conviventi in modo stabile. In Puglia la legge sul welfare ha esteso alle unioni di fatto l’accesso ai servizi sociali. Lo Statuto della Campania sostiene le “unioni familiari”. Lo Statuto della Calabria riconosce le “formazioni sociali”. È vero che la nostra Regione ha previsto forme di sostegno ai bambini indifferentemente dalla natura della famiglia in cui vivono e che riconosce l’accesso alle graduatorie dell’Ater anche ai conviventi, ma certamente manca un riferimento esplicito alle unioni civili. Per non fare la fine della Lombardia che garantisce assistenza sanitaria «solo a chi pratica una sana e responsabile sessualità» sarà il caso di cominciare a porre la questione dentro al Pd. |
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Il 27-10-2007 Giovanni Costa ha scritto: E' mia ferma opinione, direi comprovata dai fatti, che qualsiasi passo avanti, in Italia, sul tema delle unioni dello stesso sesso si scontra con l'opposizione, sotto varie forme, esplicite o striscianti, del Vaticano. Fare qualsiasi passo determinante in materia, implica, per il politico, non andare alla Messa del Papa, cosa che ha fatto ZAPATERO, ma egli non appartiene al PD, qui ci sono troppi cattolici, da Prodi, alla Rosy Bindi. Si può mai sperare che qualcuno di questi non vada a rendere "filiale" ossequio al Papa? Si può mai sperare che diano alla Chiesa uno schiaffo quale quello di ZAPATERO?
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