 |
Venerdi, 7 Dicembre 2007
solo fondamentalismo

La senatrice teodem Paola Binetti vota contro la fiducia al decreto sicurezza perché prevede l’estensione della protezione contro i crimini d’odio anche alle persone omosessuali. La norma punisce chi incita e commette atti di discriminazione, di violenza o atti di provocazione alla violenza contro le persone omosessuali. In Iran è stato impiccato un ragazzo di 20 anni, Makwan Moloudzadeh, perché sette anni fa aveva avuto rapporti sessuali con altri ragazzi. Sfido chiunque a dirmi che l’accostamento è azzardato, perché il fondamentalismo è uguale, che sia di certi cattolici, come di certi mussulmani. L’unica risposta coerente dei democratici sarebbe quella di isolare e interrompere ogni relazione con razzisti e fondamentalisti. Temo però che sarà più facile farlo con l’Iran che con la Binetti. |
|
Il 12-12-2007 Clara ha scritto: Ah, scusa.Ancora una cosa.
Ricordo che la Binetti, con Bobba & C., ai tempi del referendum sulla legge per la fecondazione assistita furono in primissima linea per ostacolare la riuscita dello stesso adducendo unicamente motivazioni etiche e religiose (movimento e vita, acli ecc.ecc.). Ora decidere se "buttarla fuori" adesso non è tardivo rispetto all'averla "fatta entrare" o meglio, essendo i radicali ospitali per antonomasia, all'aver deciso di "starci assieme"?
Qualche giorno fa tra compagni radicali si parlava delle prossime elezioni regionali del 2008 e qualcuno ha proposto di unirci al PD. A questo punto un compagno di Gorizia ha detto "Andate pure , ma io con la Binetti neanche morto". Siccome è un simpaticone mi son fatta 4 risate. Però a ben pensarci è vero...dimmi con chi vai e ti dirò chi sei...
E ancora sul sito di Gianmario Felicetti (autore del libro "la famiglia fantasma") ha scritto un post molto interessante dal titolo
PD: acronimo di una bestemmia...democratica.
Ne consiglio la lettura .
Clara
Il 12-12-2007 Clara ha scritto: "Perché di un partito, che lasci impunito chi nega pari diritti alle persone, faccio tranquillamente a meno. In attesa di saperlo resto comunque ottimista, anche perché anni di lavoro politico con cattolici progressisti mi permettono di dire che sarà la Binetti a essere isolata e messa in minoranza. Che nel Pd non ci sarà spazio per alcun fondamentalismo."
Caro Fabio, perdona il tono intimista e quella che forse ti sembrerà presunzione nelle mie parole.Non è così. Preferirei tu ne cogliessi l'affettuosa provocazione.
Contravvenire alla pari dignità delle persone è anche banalmente negare il matrimonio civile per gli omosessuali.
E, secondo il tuo ragionamento ,"gli impuniti" (ma usate le pene corporali nel pd??;-)), sarebbero talmente tanti nel vostro partito , Veltroni in testa, che probabilmente restereste a contarvi in molto pochi. Tu ed Eloisa , sicuramente e qualcun'altro appunto. Ho l'impressione che, nonostante le tue idee laiche, di questo partito, così come quelli di prima, tu non ne riesca proprio a fare a meno. Ma forse mi sbaglio, spero.
Clara
Il 10-12-2007 fabioomero ha scritto: Maria Zegarelli – L’Unità – lun 10 dic 2007 : Per chi la politica l’ha sempre conosciuta ed ha collaborato anche con un democristiano del calibro di Francesco Cossiga, comportamenti come quelli della Binetti sono difficili da condividere. Luigi Zanda, senatore del Pd, dice «rispetto la mia collega ma non condivido il suo voto contrario alla fiducia al governo». Ma la Binetti deve andarsene dal Pd? «Detesto la sola idea che se ne vada», risponde Zanda. «Adesso dobbiamo pensare al futuro del partito, dobbiamo avere il coraggio, davanti a leggi che riguardano grandi temi, di pensare al bene del Paese». E una norma contro le discriminazioni, compresa l’omofobia, dice, è il bene del Paese. SENATORE, NON C’È IL RISCHIO CHE LA SINISTRA ARCOBALENO SIA PIÙ CHIARA E NETTA DEL PD SUI DIRITTI CIVILI E LA LAICITÀ? «La nascita di questa federazione a sinistra del Pd è uno degli effetti positivi del Pd, perché è un ulteriore contributo alla chiusura di un’epoca di frammentazione e separazioni. Il problema di come la politica deve affrontare e risolvere le grandi questioni etiche, morali, civili, che ci presenta il terzo Millennio si risolve dialogando e confrontandosi con molta franchezza, ma decidendo, alla fine, con coraggio. Noi del Pd, dobbiamo sapere che siamo un partito a vocazione maggioritaria che lavora per il bene del Paese. Ogni volta che votiamo è al bene del Paese che dobbiamo pensare e sono convinto che l’Italia abbia bisogno anche di una norma contro ogni forma di discriminazione, per questo l’ho votata a prescindere dagli errori tecnici della sua formulazione». MUSSI DA SINISTRA HA DETTO: “VEDO IL PD E SONO CONTENTO DI ESSERE QUI. MI CHIEDO COME È POSSIBILE CHE IN UNO STESSO PARTITO CI SIANO PAOLA BINETTI E PAOLA CONCIA”. LE GIRO LA DOMANDA. COME È POSSIBILE? «Mi sembra che questa domanda vada rivolta a Concia e Binetti. Ho letto le loro dichiarazioni delle ultime ore: mi sembra che entrambe vogliano stare nel Pd e che continuino ostinatamente e positivamente a voler discutere». ZANDA, MA AMMETTERÀ CHE LA QUESTIONE C’È: UNA SENATRICE DEL PD NON HA VOTATO LA FIDUCIA AL GOVERNO SU UNA NORMA CONTRO L’OMOFOBIA... «Credo che queste questioni vadano giudicate molto più nel merito di quanto si sia fatto finora. Se Paola Binetti voleva manifestare un suo dissenso dal provvedimento ma voleva confermare la sua presenza nel partito e nel governo, come ha detto subito dopo, sarebbe stato meglio se avesse votato contro il provvedimento e a favore della fiducia. La questione è che secondo Binetti questa norma potrebbe costituire un primo passo verso l’approvazione dei matrimoni tra omosessuali e verso l’adozione da parte di omosessuali. Credo che la teoria del piano inclinato sia un errore parlamentare. Ciascuna norma deve essere letta per quel che è e per quel che dice, non si possono fare processi alle intenzioni che in questo caso, tra l’altro, sono sbagliate. Se non si commettessero errori di questo genere molte cose sarebbero più semplici. Paola Concia pone una domanda giusta: “la Binetti può accettare che qualcuno mi insulti in quanto donna omosessuale?”. Sono certo che la stessa Binetti non lo voglia». MA TUTTO QUESTO COME SI CONCILIA CON UN PARTITO CHE SI PROFESSA NUOVO, LAICO E CHE INDIVIDUA L’AUTONOMIA DELLA POLITICA COME VALORE FONDANTE? «La laicità non chiede a nessuno di rinunciare ai propri valori: chiede a tutti di avere per i valori degli altri lo stesso rispetto che si richiede per i propri. Penso che questo debba essere il segno distintivo del partito democratico». IL MINISTRO FIORONI HA DETTO CHE AI CATTOLICI DEL PD NON BASTA UNA STANZA. CONCORDA? «Il Pd è appena nato e mi sembra che le dichiarazioni di Walter Veltroni facciano capire che questo partito è nato per unire e non per dividere. Fioroni forse voleva intendere che bisogna tenere conto dei valori cattolici, ma questo è fuori questione. Neanche io starei in un partito che non tenesse conto dei valori cattolici, ma non starei neanche in un partito che non tenesse conto dei diritti degli omosessuali, delle minoranze. Credo, d’altra parte, che sia un dovere di ognuno, ma prima di tutto dei cattolici, quello di combattere le discriminazioni, anche per l’orientamento sessuale, oltre che per le minoranze. È la Chiesa la prima a condannare le discriminazioni». SI PARLA DI UNA TELEFONATA DI MONSIGNOR BETORI ALLA BINETTI PRIMA DEL VOTO IN SENATO. SE FOSSE VERO, NON LA RITERREBBE UNA INGERENZA? «La Binetti ha detto di non avere ricevuto alcuna telefonata ed io le credo, ma se così non fosse non sarebbe una buona cosa, perché al momento della decisione i parlamentari non debbono subire condizionamenti».
Il 10-12-2007 fabioomero ha scritto: Eugenio Scalfari – La Repubblica – domenica 9 dic 2007: «(...) Se il governo cadrà prima di gennaio, cioè nei prossimi giorni, la causa scatenante sarà stata l'emendamento del decreto sulla sicurezza che prevede pene detentive contro chi incita alla discriminazione razziale e omofobica. Cioè il caso sollevato in Senato dalla cattolicissima Paola Binetti. (...) Paola Binetti è senatrice cattolica. Ultracattolica. Di tanto in tanto porta il cilicio (l'ha detto lei) per mortificare il corpo e offrire a Gesù il suo sacrificio. Questa prassi, ormai desueta, suscita rispetto ma fa anche impressione. Nello smaliziato mondo di oggi può perfino provocare comicità. Infine la Binetti è seguace dell'Opus Dei. Ma si è iscritta al Partito democratico o meglio: viene dai Popolari di Marini, quindi dalla Margherita, per avvenuta fusione è infine approdata al partito di Veltroni. Sembra che ci si trovi a suo agio. Fa piacere saperlo, la democrazia pluralista del Pd non può che essere rafforzata da questa "contaminazione". Per i valori che rappresenta, la Binetti è stata inserita nella commissione di quel partito e incaricata di redigere il "manifesto", cioè appunto la carta dei valori. Il presidente della commissione è Alfredo Reichlin, una vita da dirigente del Pci, un intelletto fervido e rispettoso delle diversità, ma certo non un baciapile. La Binetti e i valori da lei rappresentati saranno indubbiamente contaminanti (utilmente contaminanti) ma dovranno a loro volta venir contaminati dai valori della laicità (utilmente a loro volta contaminanti). Insomma ci dovrà essere una sintesi. Da subito perché il caso Binetti è già scoppiato, rischia di provocare la caduta del governo, il Pd deve dunque prendere una decisione. È evidente che la Binetti non può essere espulsa dal partito: un partito democratico non può, per definizione, sanzionare i casi di coscienza. Da parte sua la senatrice ultracattolica deve rispondere a due domande. La prima: è vero che alla vigilia del voto ha ricevuto una telefonata dal segretario della Conferenza episcopale che le raccomandava di votare contro? Se è vero, il fatto è molto grave. Non tanto per lei, che avrà certamente seguito la sua coscienza, quanto per monsignor Betori. Lo spazio pubblico di cui la Chiesa gode in abbondanza le dà titolo a propagandare i suoi principi di dottrina, di fede e di morale. Spesso sconfina - e non dovrebbe - nella politica. Ma assolutamente non può intervenire direttamente per condizionare il voto di un membro del Parlamento. L'intervento del segretario della Cei raffigura una macroscopica lesione delle norme concordatarie. Se l'intervento c'è stato, il ministro degli Esteri della Repubblica italiana dovrà chiedere spiegazioni e scuse formali alla Segreteria di Stato vaticana. Perciò la Binetti ha l'obbligo di dirci la verità su questo punto essenziale. C'è però una seconda domanda cui deve rispondere. La Costituzione italiana prescrive in modo esplicito che non vi possano essere discriminazioni nei confronti dei cittadini, eguali di fronte alla legge indipendentemente dall'età, dal sesso, dalla religione. Perciò parlare, o peggio ancora legiferare, discriminando gli omosessuali è un atteggiamento anticostituzionale. L'emendamento inserito nel decreto in questione tende a dare attuazione con legge ordinaria ad un principio essenziale stabilito dalla Costituzione. La senatrice Binetti contesta la stesura di quell'emendamento (che può essere modificato) o contesta il principio sancito in Costituzione? Nel primo caso è giusto che operi per emendare l'emendamento; nel secondo è doveroso che si dimetta dal Partito democratico che tutti può ospitare salvo chi anteponga i suoi principi a quelli della Costituzione. Non mi pare che sul caso Binetti ci sia altro da dire. C'è solo da attendere le risposte dell'interessata. Se vorrà darle a noi le saremo grati. Comunque le deve dare al suo partito e, più ancora, al Senato della Repubblica».
Il 10-12-2007 Giovanni ha scritto: a prescindere dal tema su cui si è votato (che per banale politicamente corretto avrebbe fatto votare si anche qualsiasi partito di centrodesta europeo e-o occidentale...) in un PARTITO se un eletto (con questa legge elettorale oltretutto) vota contro la fiducia posta dal proprio governo non dovrebbe suscitare alcuni "dubbi" interni e-o provvedimenti disciplinari?
Comprendo che dire oggi in piena formazione del PD (che è democratico si, ma anche PARTITO se non erro) che si chiede di espellere la Binetti la cosa crea dei piccoli imbarazzi politici che non farebbero certo bene, ma anche far passare sempre tutto per quieto vivere, tolleranza e rispetto ha francamente stufato.
Se la Binetti ha crisi di coscienza su temi banalissimi come l'antirazzismo ognuno può averne su qualsiasi tema? si vota liberi su tutto?
Il 09-12-2007 fabioomero ha scritto: Il Trattato di Amsterdam, articolo 6 o 13 che sia, non è questo il problema, dice: “Fatte salve le altre disposizioni del presente trattato e nell’ambito delle competenze da esso conferite alla Comunità, il Consiglio, deliberando all'unanimità su proposta della Commissione e previa consultazione del Parlamento europeo, può prendere i provvedimenti opportuni per combattere le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali”.
E la Binetti, ma anche Mastella e Dipietro, sono contro l’emendamento inserito nella legge sulla sicurezza, che afferma proprio questo.
Sono contrari cioè che venga punito chi incita a commettere o commette atti di discriminazione fondati sul sesso, la razza o l’origine etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali.
Più chiaro ancora: per loro è giusto e forse necessario che un gay o una lesbica, solo perché gay e lesbica, possano perdere il lavoro, possano non accedere alle case Ater, possano sentirsi rifiutare un trattamento sanitario pubblico. E non vengano a dire che loro sono contrari solo al matrimonio omosessuale o all'adozione di figli da parte di coppie omosessuali. Sono contrari che un omosessuale possa insegnare. Sono contrari che due uomini o due donne possano vedersi riconoscere un giusto punteggio per accedere all'edilizia popolare. Sono contrari che il servizio sanitario curi a spese dei cittadini gli omosessuali ammalati di aids (vedi norme regionali in Lombardia, dove Formigoni garantisce assistenza sanitaria «solo a chi pratica una sana e responsabile sessualità»).
Ma se di Mastella e Dipietro mi interessa poco, con la Binetti condivido l’appartenenza allo stesso partito. Legittimo da parte sua pensarla così, come è legittimo anche il mio diritto di dirle «fascista e razzista».
In realtà però a me interessa sapere come la pensa la maggioranza del Partito democratico. Interessa sapere cosa sarà scritto nella Carta dei valori del Pd. Perché di un partito, che lasci impunito chi nega pari diritti alle persone, faccio tranquillamente a meno.
In attesa di saperlo resto comunque ottimista, anche perché anni di lavoro politico con cattolici progressisti mi permettono di dire che sarà la Binetti a essere isolata e messa in minoranza. Che nel Pd non ci sarà spazio per alcun fondamentalismo.
Il 08-12-2007 eloisa cignatta ha scritto: trovo molto pericoloso il no della binetti perchè è un no che indica che lei è favorevole alla violenza e non la considera condannabile e punibile.E se secondo te non azzardo troppo io mi spingo a dire che questo è un no che sostanzialmente la violenza la legittima.Ovviamente se dico che andrebbe tagliata fuori dal partito l'antidemocratica sono io.Come in Iran ANCHE IN ITALIA DI OMOFOBIA SI MUORE.Ma ai fondamentalisti non interessa...loro si tengono stretta la loro cara vecchia carità cristiana...Seriamente su questo non possiamo lasciar correre
Il 07-12-2007 Dario Predonzan ha scritto: Mi viene da dire che a "isolare e interrompere ogni rapporto" con fondamentalisti come Binetti & co, dovrebbero essere in primo luogo quelli che convivono con costoro nello stesso partito. E nella stessa maggioranza. O no?
|
|
 |
|