Mercoledì, 19 Dicembre 2007
discutibili concetti di modernitàCancellare l’intervento di Podrecca e ripristinare la piazza Vittorio Veneto esattamente come era nei disegni dell’epoca. Così in sintesi il pensiero della presidente di Italia nostra, Giulia Giacomich, che poi asserisce che nella città storica «gli unici interventi possibili e doverosi sono la manutenzione e il restauro conservativo e gli unici a essere qualificati per questo sono gli architetti del restauro». La presidente dimentica però di indicare la data a cui bisogna risalire, perché il restauro conservativo del tessuto urbano spazzi via tutti i tentativi di modernizzazione intollerabili.
Provo allora a suggerirle qualche data. 1627, quando venne posta la prima pietra di Santa Maria Maggiore dopo la demolizione degli edifici di quattordici fondi acquistati dai gesuiti. Ma potremmo fare anche 1602 o 1631, quando furono iniziate le chiese di San Rocco e del Rosario, che stravolsero la piazza Grande e la piazza Vecchia. Un altro punto fermo potrebbe essere però il 1693, quando Leopoldo I istituì il ghetto ebraico spostandolo dalla corte Trauner proprio nel rione di Riborgo. Ma che ne dice del 1781,quando Giuseppe II varò la Toleranzpatent? Perché poco dopo fece abbattere le porte del ghetto, soppresse vari ordini religiosi e costrinse la Chiesa cattolica a vendere chiese e terreni alle altre religioni. Se scegliessimo questa data, oltre ad abbattere il “falso” rappresentato dalla chiesa di San Nicolò, magari anche potremmo restituire ai gesuiti il “mal tolto”.
Potremmo però anche decidere di cancellare tutte le «manomissioni in nome di un discutibile concetto di modernità» portate avanti dalla cultura neoclassica nel Borgo teresiano. Per non parlare poi dello scandaloso liberty di Max Fabiani. Le propongo allora un’ultima ipotesi. Ripristiniamo tutto a prima del 10 maggio 1934, a prima cioè del primo piano regolatore di Trieste. Quello per capirci del piccone fascista. Così almeno cancelliamo quelle brutture di via del Teatro romano e di largo Barriera Vecchia. |