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Ancora un altro blog? Forse, ma forse anche un mezzo per mantenere il dialogo nel tempo con le cittadine e i cittadini, che mi hanno votato, o che non mi hanno votato, ma che comunque rappresento nel Consiglio comunale di Trieste. Un mezzo per raccontare la città dal mio punto di vista privilegiato..., per confrontarmi, ma soprattutto un mezzo per ascoltare la città.

 

 

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Giovedì, 20 Dicembre 2007

l'arroganza non paga

Ieri sera avremmo dovuto votare l’approvazione del piano particolareggiato di Contovello, gli undici edifici bifamiliari più villa panoramica sul costone sopra Barcola del dott. Giuseppe Perissinotto, progetto dell’ing. Giovanni Cervesi. Dopo i rinvii della Commissione urbanistica finalizzati a un approfondimento motivato dal forte impatto paesaggistico del progetto, per la seconda volta la proprietà era ricorsa al Tar invocando il rispetto dei tempi di approvazione previsti per legge. Legittimo certamente, tanto che il Tar ha costretto il Comune a deliberare entro il 24 dicembre, pena il commissariamento da parte della Prefettura. Legittimo, ma la Commissione urbanistica non aveva perso tempo. Aveva fatto un sopralluogo e soprattutto aveva esaminato i disegni, che dopo le prescrizioni della Regione erano cambiati rispetto agli originali. I progettisti infatti avevano dovuto rinunciare alla strada interna a favore di una cremagliera e avevano dovuto spostare alcuni edifici. Il problema a questo punto era: è sempre lo stesso piano o è un piano nuovo, per il quale và riavviato tutto l’iter? Il ricorso al Tar, vorrei dire la “potenza di tiro” della proprietà, aveva finito con il condizionare gli uffici della pianificazione e la stessa avvocatura del Comune, che sostenevano che il piano andava approvato così com’era entro i termini della sentenza. Nell’ultima Commissione di lunedì però abbiamo rilevato due incongruenze, che neppure gli uffici avevano scoperto... 1. Le norme di attuazione del piano continuavano a far riferimento alla strada interna ormai stralciata. 2. Lo spostamento di un edifico non rispettava più la distanza dei 10 metri dalla facciata dell’edificio vicino, come previsto dal regolamento edilizio. Errori non formali, ma sostanziali, tanto che gli uffici hanno dovuto ritirare la delibera. Tale era stata la fretta dei progettisti, tanta era stata l’arroganza della proprietà, che non avevano neppure inteso correggere in modo adeguato la documentazione. A questo punto vorrei solo vedere la loro faccia, quando dovranno comunicare al Tar che lo slittamento oltre la data del 24 dicembre dipende solo dai loro errori tecnici e non dalla politica...