Sabato, 29 Dicembre 2007
«L‘Italia è un grande paese»Cominciò Carlo Azeglio Ciampi ad affermarlo. O almeno così sostiene a ogni piè sospinto Fassino. Comunque fa bene crederci ogni tanto. Specie quando Dini e Berlusconi ci ricordano che il paese è alla deriva. Merita allora l’articolo di Massimo Giannini sulla Repubblica di oggi. Un promemoria di fine anno in vista della riunione di maggioranza del 10 gennaio, ma anche un promemoria per tutti noi che ci apprestiamo a festeggiare la “fine” del 2007. Così Giannini: «In un anno e mezzo l‘Italia ha risanato il suo bilancio. (…) Nel 2007 il deficit pubblico scende sotto al 2% del Pil, contro una stima iniziale del 2,8%: partiva dal 3,3%, ereditato dal governo Berlusconi. Il debito pubblico cala al 104,6% dal 106,8% della precedente legislatura, quando aveva raggiunto quota 1.575 miliardi, quasi 27 mila euro a cittadino. L’avanzo primario cresce al 3%, contro lo 0 degli ultimi lasciti tremontani. La spesa pubblica scende al 49,2% e quella primaria cala addirittura al 44,4%. Persino la pressione fiscale si riduce dal 43,1 al 42,9%. È poco, ma è meglio di niente. (…) A Dini che da falso profeta del rigore grida “le sue (di Prodi) sono promesse di un disperato” bisognerebbe squadernare questi numeri, che in un Paese normale sarebbero la base di partenza per qualunque verifica di maggioranza. A Berlusconi che da vero esteta del rancore urla “questo è il peggior governo della storia” bisognerebbe ricordare cosa ha fatto lui, quand’era a Palazzo Chigi». E allora, come si usa dire in queste occasioni, “buona fine e miglior principio!” |