Sabato, 12 Gennaio 2008
Ratzinger, Galileo e PotterDocenti e studenti dell'università La Sapienza contestano la visita di Ratzinger, perché il 15 marzo 1990 a Parma riprese la tesi di Paul Feyerabend, ovvero che “la Chiesa dell'epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo, e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina galileiana. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta, e solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la revisione”. «Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all’avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano. In nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia, auspichiamo che l’incongruo evento possa ancora essere annullato», così i docenti dell'università al Magnifico Rettore. Due anni dopo, nel 1992, la Chiesa stessa con il cardinale Poupard ammise che la sentenza contro Galileo fu un errore, ma non risulta che lo “smentito” Ratzinger abbia poi cambiato opinione. Anzi, quello stesso anno nel suo “La crisi della fede nella scienza”, sempre a proposito di Galileo, tornò ancora a citare Feyerabend e affermò che «la fede non cresce a partire dal risentimento e dal rifiuto della razionalità, ma dalla sua fondamentale affermazione e dalla sua inscrizione in una ragionevolezza più grande». Come dire che il processo fu cosa giusta. Docenti e studenti de La Sapienza si consolino: nel 2003 Ratzinger sostenne pure che i romanzi di Harry Potter contengono «sottili seduzioni che agiscono in profondità e con grande effetto e che corrompono i giovani cristiani nell'anima, ancor prima che questa sia completamente formata». |