Martedì, 15 Gennaio 2008
bilancio, multe e qualità di vitaIl bilancio 2008 del Comune dovrebbe prevedere maggiori entrate per 500 mila euro derivate dalle sanzioni in base al codice della strada. Dovrebbe, perché la Giunta non lo ha ancora approvato e questo la dice lunga sulle difficoltà che Dipiazza incontra a far quadrare i conti. La sua approvazione era annunciata infatti per giovedì scorso. Ora sembra slittata al prossimo giovedì, ma non si esclude che il voto finale giunga appena lunedì 21. Da notare che devono essere garantiti poi 20 giorni alle Circoscrizioni perché si esprimano. Così alle Commissioni e al Consiglio comunali resterebbero solo 8 giorni per approvarlo, visto che il termine ultimo, pena il commissariamento, è fissato al 18 febbraio. Riconosciuto che il voto sul bilancio è in assoluto il compito principe del Consiglio, quanto a esercizio del proprio ruolo di indirizzo politico e amministrativo, questo la dice lunga anche sulla considerazione che Dipiazza ha dei consiglieri e dei cittadini che essi rappresentano. Sui tempi poi non vale la scusa che il Comune ha dovuto attendere la finanziaria regionale, visto che la Provincia di Trieste ha votato il suo bilancio 2008 ben prima di Natale.
Ma dalla partita delle multe e in particolare dalle dichiarazioni dei sindacati dei vigili urbani appare un quadro anche più fosco delle sole difficoltà di contabilità. Il Comune non ha “sempre” rispettato le norme che gli impongono di destinare le metà degli introiti derivati da multe a interventi sulla sicurezza stradale. Affermazione, che detta da un ex assessore alla vigilanza, è estremamente grave. La scelta del sindaco, anche contro le mozioni del consiglio, di non assumere i vigili della graduatoria scaduta 15 giorni fa ha ridotto la capacità della polizia di garantire un adeguato pattugliamento della città. A questo è corrisposto poi un ordine di servizio che disloca i vigili solo in centro città, autorizzando di fatto il parcheggio selvaggio nelle altre vie e rinunciando così al controllo di tutto il territorio. Conseguenza infatti di tale politica è la cancellazione del vigile di quartiere e l'istituzione piuttosto un nucleo di vigili adibito più alla repressione che alla prevenzione. Se aggiungiamo il concetto espresso sempre dai sindacalisti che l'aumento di sanzioni previste dal bilancio renderanno tesi i rapporti tra agenti e cittadini, le condizioni lavorative del personale della polizia municipale e la sicurezza stessa del territorio sono a questo punto a un livello di estrema gravità e a rischio per la comunità stessa. Dipiazza ora è chiamato non solo a rispondere ai sindacati, ma alla città con una politica amministrativa e finanziaria coerente per garantire una qualità di vita adeguata. |