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Ancora un altro blog? Forse, ma forse anche un mezzo per mantenere il dialogo nel tempo con le cittadine e i cittadini, che mi hanno votato, o che non mi hanno votato, ma che comunque rappresento nel Consiglio comunale di Trieste. Un mezzo per raccontare la città dal mio punto di vista privilegiato..., per confrontarmi, ma soprattutto un mezzo per ascoltare la città.

 

 

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Giovedì, 17 Gennaio 2008

anno accademico alla Sapienza

Proprio perché sono d'accordo con Scalfari quando sostiene la palese inconsistenza politica e culturale di Ratzinger, sono anche convinto che impedire al papa di partecipare all'inaugurazione dell'anno accademico sia stato un grave errore politico e culturale. Sì, Ratzinger ha vinto declinando l'invito, perché così è riuscito a passare lui per vittima dell'intolleranza. Che paura mai poteva fare un papa che condanna Galileo Galilei come il maghetto Potter, un papa che non distingue tra scienza e fantasia. Certo invitarlo a tenere la lezione era stato inopportuno. Non era quello né il luogo né il momento per un confronto sul rapporto tra fede e scienza, ma toglierli poi il diritto di parola è stata proprio la negazione stessa del concetto di laicità invocata per non farlo parlare. Bene hanno fatto quindi Mussi a dichiarare che «non è un attentato al principio di laicità il fatto che il Papa possa prendere la parola in questa sede. Io non sono un credente e non appartengo alla chiesa cattolica. E non capisco perché il Papa Benedetto XVI non possa oggi qui pronunziare di persona il suo discorso» e Veltroni «ciò che è successo è per un democratico inaccettabile. Mai può accadere, per nessun motivo che l'intolleranza tolga la parola a qualcuno».

Il 22-01-2008 Clara ha scritto:
Caro Fabio, ti rivolgo un paio di domande nella tua veste di consigliere comunale. Il giorno dopo la comparsa dello striscione ho telefonato in comune e chiesto in base a quale criterio (scritto dove) il primo cittadino possa fare un gesto simile e poi chi si fosse accollato il costo dell'affissione del "tadzebao". Mi è stato risposto che si , è nella libertà del Sindaco un gesto come quello dello striscione e che il costo relativo è stato sostenuto interamente da Di Piazza. Ora ti chiederei conferma di entrambe le cose e poi mi piacerebbe sapere se e dove posso leggere le due mozioni (quella della maggioranza e quella dell'opposizione). Spero con ciò di non darti un incarico troppo oneroso ma sarei contenta di capire meglio questa faccenda andando più a fondo e nel dettaglio e forse tu mi puoi aiutare. Inoltre una considerazione. Secondo te dove sono tutte quelle persone che quando Bandelli ha fatto segare la panchina in piazza Venezia sono scesi in strada a protestare per questo gesto? Secondo te la scritta "Trieste con il Papa" non meritava un bel sit in sotto il comune? Ah e a proposito di centro destra che ha espresso solidarietà a Ratzinger volentieri riporto l'articolo apparso su l'Unità di Chiara Affronte (mah , che confusione tra destra e sinistra , non si capisce più nulla...) Si divide il Pd a Bologna sulla vicenda che ha coinvolto il papa, invitato nei giorni scorsi all’inaugurazione dell’anno accademico all’Univeristà La Sapienza. Ma se nel capoluogo emiliano il Pd va in fibrillazione, anche a Piacenza scricchiola, con il sindaco Roberto Reggi che firma con Forza Italia una lettera di solidarietà al papa da inviare nei prossimi giorni al cardinale Carlo Caffarra. A scatenare la bagarre sotto le Due Torri la decisione del Pd di manifestare nell’aula del Consiglio comunale l’appoggio a Benedetto XVI. Lo scontro si accende quando la cattolica ed ex diellina Lina Delli Quadri, vicecapogruppo di maggioranza nel Comune governato da Cofferati, facendosi portavoce dei 22 consiglieri democratici, definisce quella della Sapienza una «triste pagina», e parla di una «tensione inaccettabile» intorno all’invito al Papa «che non fa onore alla tradizione di tolleranza del nostro Paese». Delli Quadri, poi, rincara la dose e descrive l’accaduto come una «sconfitta della cultura liberale e del principio di confronto delle idee», comunicando di manifestare solidarietà «a nome mio e dei componenti del mio gruppo». Ma è su questo punto che si dissocia il consigliere Pd, ex Ds, Sergio Lo Giudice, esponente dell’Arcigay. «Non ho dato solidarietà a nessuno», fa sapere immediatamente, nonostante la sua posizione all’interno del Pd resti isolata. L’Udc, dal canto suo, si schiera subito dalla parte del pontefice, leggendo nella sua rinuncia a recarsi alla Sapienza il segno di uno «sfacelo morale». Mentre Rifondazione comunista, a pochi giorni dalla “pace” firmata con i riformisti dell’Unione (a palazzo D’Accursio Cofferati ha appena rimesso assieme i pezzi della sua maggioranza), scandisce semmai la sua solidarietà ai «professori e agli studenti che hanno criticato l’invito del papa». Secondo il capogruppo Roberto Sconciaforni sarebbe stato subito dai contestatori un «linciaggio culturale e politico inaudito». Sconciaforni non ci sta a «correre in ginocchio dal papa», ritenendo prioritario difendere «l’etica laica dello Stato e delle ingerenze della Chiesa». Sulla stessa linea Grillini, al momento unico candidato ufficiale nella prossima sfida per la poltrona di sindaco a Bologna, che parla già di «emergenza laicità» a Bologna, convinto che quella manifestata dal Pd sia solo una «solidarietà pelosa» che «lascia molto perplessi». A maggior ragione, quindi, secondo Grillini, l’«emergenza» renderebbe ancora più chiara la necessità di «un’alternativa di sinistra alla sua guida» per evitare che «anche la laica e secolarizzata Bologna diventi terreno di scorribande e subalternità clericali». Tutto ciò accade mentre a Roma il leader del Pd, Walter Veltroni, ribadisce che la mancata visita del Papa «è stata una brutta giornata non solo per l’università e per la città, ma per tutto il Paese». Sono state proprio le parole pronunciate da Veltroni a suscitare in Campidoglio la bocciatura dell’ordine del giorno del Centrodestra. «Abbiamo respinto il documento dell’opposizione perché riteniamo i fatti e i giudizi politici strumentali e gravemente inaccettabili», ribadisce il capogruppo Pd Pino Battaglia. Poi incollo anche la segnalazione che ho fatto uscire su Il Piccolo sul "caso triestino". IL PICCOLO MARTEDÌ, 22 GENNAIO 2008 Pagina 25 - Trieste Trieste e il Papa 3 I membri dell’Associazione Radicali per il Friuli Venezia Giulia non si riconoscono nella frase «Trieste con il Papa» stampata sullo striscione in bella mostra sul municipio cittadino. È verosimile pensare che una tale frase corrisponda al sentire di una parte della cittadinanza, ma Dipiazza non era, in quanto sindaco, rappresentante di tutti i Triestini? «Era», perché con questa esternazione dimostra di voler rappresentare solo i cittadini che vivendo a Trieste, pagando le tasse e votando, sono anche di religione cattolica e comunque si riconoscono con le gerarchie vaticane. Il problema è che – come al solito – la ragione è stata sostituita dalla demagogia e non vogliamo seguire Dipiazza in questa deriva. Ratzinger ha semplicemente rinunciato ad essere presente a La Sapienza. Quello che doveva dire l’ha detto per interposta persona, visto che il suo discorso è stato letto comunque pubblicamente. Certo, da parte nostra deprechiamo tutto il contorno antidemocratico, offensivo e di violenza verbale sorto su questo caso e messo in atto da alcuni collettivi universitari. Detto ciò chi conosce la loro storia, sa quanto i radicali abbiano sofferto e continuino a soffrire di censura da parte dei mass media. Ed è per questo che non possiamo che essere dalla parte di chi subisce il torto di essere zittito. Facciamo un esempio? Aung San Suu Kyi, birmana premio Nobel per la pace, da anni sepolta viva nel silenzio della sua casa. Ci pare, invece, che Benedetto XVI non abbia bisogno di tale solidarietà, giacché ha una tale disponibilità di parola su organi di stampa, tv pubblica e private, che – sappiamo per certo – ad intervalli regolari possiamo sentire il suono della sua voce, magari anche a reti unificate, in occasione delle sue – legittime, sia chiaro – apparizioni pubbliche. È per questi motivi che ci sarebbe piaciuto semmai vedere uno striscione sul municipio con la scritta «Trieste sta con la democrazia». Un concetto tautologico, forse, essendo Trieste comune di un Paese democratico, ma di questi tempi la democrazia – a quanto pare – ha bisogno di fan e di supporter, che perseguano la strada che ci hanno indicato i padri costituenti, che come tutte le strade porta a Roma, e non certo al Vaticano. Clara Comelli segretario Associazione Radicali per il Fvg

Il 21-01-2008 lucia ha scritto:
Sono d'accordo con clara , quando condanna il comportamento sciocco ed arrogante di studenti , che in nome della laicità, appendono fantocci del papa impiccato fuori dalle finestre della "Sapienza". Ma quale laicità, e quale sinistra democratica toglie il diritto di parola a qualcuno? Sono laica, profondamente, e non credente, ma non posso identificarmi in questi comportamenti. Così oltretutto il "Pastore tedesco" è uscito a testa alta, vittima dell'intolleranza e la sinistra è riuscita a fare un altro dei suoi autogoal

Il 18-01-2008 fabioomero ha scritto:
Sono d'accordo con te, Clara. Nessuno gli ha impedito di parlare e lo spiegamento esagerato di polizia gli avrebbe garantito tranquillamente l'accesso e anche un intervento senza contraddittorio e senza alcuna voce di dissenso. L'inopportunità stava infatti nel fargli tenere la lezione nello specifico dell'inaugurazione dell'anno accademico, mentre al professore nonché papa Ratzinger è coerente, mi spingo a dire è auspicabile, dare la parola, magari proprio per un confronto con i 67 suoi colleghi professori, perché esprima il suo punto di vista anche in un'aula dell'università stessa. Certo è che la reazione intollerante degli studenti ha fatto passare il papa per la vittima. Non è un caso infatti che in Comune il centrodestra abbia presentato una mozione di “solidarietà” a Ratzinger. A questo proposito - striscione comparso sulla facciata del Comune – è illuminante che sia stato lo stesso sindaco a volerlo. Io l'ho definita una goliardata: siamo arrivati agli striscioni tipo curva sud dello stadio. Mi sembra che così si svilisce solo la figura del “Sommo Pontefice”. E oggi in commissione capigruppo ho chiesto al segretario che si esprimesse sulla legittimità di tale azione, viste le diverse lettere di censura e ammonizione che ci inviò per la bandiera della pace esposta alla finestra del gruppo dell'Ulivo nella precedente consiliatura. Ovviamente non ho avuto risposta. Ultima annotazione tratta dalla lettura dei quotidiani: il Magnifico rettore della Sapienza, prof. Renato Guarini, è al centro di un'inchiesta denominata “parentopoli” per l'assegnazione di tre incarichi di ricercatore alle sue due figlie e a uno dei suoi generi. Chissà se Ratzinger censura anche simili comportamenti immorali.

Il 18-01-2008 Clara ha scritto:
Nessuno ha impedito a nessuno di parlare! Così tanto per mettere i puntini sulle i. E' stato il Papa a comunicare la sua rinuncia a parlare.Punto e basta. Questo è un punto fondamentale da cui partire per fare altre analisi: a) la scelta del Magnifico rettore,peraltro condivisa dal senato Accademico, di invitare il Papa b) l'opportunità dell'invito ad un professore nonchè Pontefice che più volte ha espresso le sue posizioni nei confronti della scienza (non ultima l'enciclica Spe Salvi) c)la legittimità dei 67 professori di esprimere il loro dissenso in merito a questo invito d)la carica di arroganza, violenza e stupidità di alcuni studenti nell' appendere fuori dalle finestre dell'università fantocci del Papa impiccati invece di scegliere strade più democratiche e non violente di dissenso Clara