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Ancora un altro blog? Forse, ma forse anche un mezzo per mantenere il dialogo nel tempo con le cittadine e i cittadini, che mi hanno votato, o che non mi hanno votato, ma che comunque rappresento nel Consiglio comunale di Trieste. Un mezzo per raccontare la città dal mio punto di vista privilegiato..., per confrontarmi, ma soprattutto un mezzo per ascoltare la città.

 

 

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Martedì, 22 Gennaio 2008

e se Prodi ce la facesse ancora una volta?

Romano Prodi oggi alla Camera dopo la “doverosa” solidarietà a Mastella - Clemente Mastella non è stato lasciato solo né come esponente politico, né come ministro della Repubblica, né tanto meno come uomo – ha scelto di giocare il tutto per tutto: «Per il rispetto che nutro nei confronti del Parlamento e per abbreviare una crisi che rischia di generare tensioni di cui il Paese non ha bisogno, ho deciso di presentarmi immediatamente per riferire sulla situazione, perché è dal Parlamento che un Governo trae la sua legittimità ed è nel Parlamento che deve verificare l'esistenza della fiducia». Poi un richiamo all'etica della responsabilità: «Onorevoli colleghi io sono convinto che nei momenti di decisione sia bene e salutare assumere comportamenti che implichino l'assunzione di responsabilità limpide da parte delle Istituzioni preposte al governo del Paese, a partire dal Parlamento. In un Paese legato allo stato di diritto non sono le agenzie di stampa e neppure i dibattiti televisivi che determinano le sorti di un Governo (applausi). Siete voi, colleghi deputati, che dovrete decidere e assumere limpidamente e pubblicamente le responsabilità per cui siete stati eletti. È nel Parlamento e solo nel Parlamento che si può decidere la sorte di un Governo». Ma il richiamo forte e l'orgoglio li ha rivolti, e non poteva essere diversamente, ai parlamentari della maggioranza, dal Pd ai “cespugli”: «Se poi entrano in discussione in modo opaco preoccupazioni di riforma elettorale o di altro genere è bene che tutto ciò venga alla luce in questa sede nelle aule parlamentari perché esse sono il luogo fondamentale della democrazia. Questo è un Governo che è nato su un patto di legislatura sottoscritto da tutti i partiti dell'Unione il 20 giugno del 2005 e si era ripromesso, cito testualmente, “un'alleanza destinata a durare per l'intero arco della legislatura”. Questo è un Governo che è nato sulla base di un programma elettorale firmato e condiviso da tutti i partiti dell'Unione l'11 febbraio del 2006. Ha avuto il mandato di guidare il Paese per cinque anni dopo una vittoria elettorale tanto difficile quanto attesa dalla maggioranza degli italiani (rumori, scampanellio e richiamo di Bertinotti). Questo è un Governo che ha saputo rimettere in piedi il Paese e gli ha permesso di riprendere il cammino (rumori e richiamo di Bertinotti) facendolo uscire dall'emergenza. Questo è un Governo che ha riconquistato la fiducia in Europa (rumori, richiamo di Bertinotti e applausi) come proprio ieri sera ha esplicitamente certificato il commissario Almunia.(...) E questo, onorevoli colleghi, è un Governo che ha cominciato a far pagare le tasse a chi non lo fa-ce-va (applausi). (...) E anche quando ci siamo trovati difronte a emergenze come quella dei rifiuti, non abbiamo gridato allo scandalo, non abbiamo cercato di addossare, ed era facile, ad altri le responsabilità storiche. Ci siamo rimboccati le maniche. Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo cominciato ad affrontare concretamente il problema (rumori, applausi e scampanellio). Ecco questa è la sintesi dell'attività di governo che oggi presento con orgoglio a questo Parlamento (applausi). (...) Con questi risultati, con questi principi ci apprestiamo ad affrontare questo delicato momento. Le priorità che hanno accompagnato e guidano il nostro cammino si chiamano riforme, efficienza ed equità. Per ottenere questi risultati ci vogliono coerenza e coraggio, ci vuole continuità di azione. (...) Ci aspettano progetti importanti che responsabilmente abbiamo avviato senza pensare che decisioni solitarie ed episodiche potessero metterli in forse. Abbiamo preso con il Paese e gli elettori impegni che intendiamo rispettare secondo quanto stabilite dalle regole parlamentari e costituzionali». Da ultimo il pezzo forte, il richiamo alla Carta costituzionale: «Mai come oggi siamo chiamati a dimostrare con i nostri comportamenti, con le nostre decisioni e con atti formali che ci impegnano tutti di fronte al Paese la fedeltà e il rispetto per la nostra Costituzione. Alla Costituzione mi richiamo dunque per chiedere a voi, onorevoli deputati, e in seguito ai vostri colleghi senatori di esprimere con un voto di fiducia il vostro giudizio sulle dichiarazioni che avete ascoltato». Che gli sia riuscito di responsabilizzare i più riottosi di fronte al Paese? Purtroppo, anche se il Governo dovesse ottenere la fiducia alla Camera e al Senato, non sapremo mai la risposta, perché pensioni e indennizzi dei parlamentari scattano solo dopo 2 anni e 6 mesi e giovedì sarà ancora troppo presto.