a puttane

30 Luglio 2010 - Autore: fabio omero

Prima Lega e Udc si sono venduti per 70 mila euro, il loro «segnale politico» alla maggioranza, perché non consultati sulla variazione di bilancio. Subito dopo hanno affossato la commissione d’indagine sul piano regolatore, da loro stessi voluta per dare un «deciso cambio di rotta» alla vicenda della variante, avviare i «procedimenti disciplinari» e rimuovere i responsabili. C’è un solo commento da fare: che Ferrara e Sasco il 2 agosto vadano a puttane con l’on. Fedriga. Con tutto il rispetto per le puttane.
In più ci si è messo il sindaco, che dopo aver dichiarato in Consiglio che non si sarebbe più assunto la responsabilità degli errori degli uffici, ha steso con la complicità della maggioranza una pesante coperta sul sospetto iter del piano.
Poi dalle 23 la maggioranza ha tirato avanti con le mozioni solo per superare la mezzanotte, incassare il secondo gettone e, per la gioia di Brunetta, giustificare l’assenza dal lavoro di oggi.

villa haggiconsta

29 Luglio 2010 - Autore: fabio omero

Con Decarli ho presentato un ordine del giorno su Villa Haggiconsta, che andrà in discussione questa sera nel corso del dibattito sulla variazione di bilancio.
A settembre infatti il Consiglio comunale sarà chiamato ad acquisire a titolo gratuito dalla Regione la villa. Ma la relativa delibera prevede, nel caso il C.E.M. – A.I.A.S. non sia in grado di reperire i fondi necessari per la sua ristrutturazione, a cambiare la destinazione urbanistica dell’immobile, a vendere il bene e con il ricavato a costruire una nuova sede. “Speculazione edilizia”, questa di cambiare la destinazione da servizi a residenza, o magari ad albergo, di cui ormai il Comune è diventato maestro, che va però contro la volontà del centro delle disabilità motorie complesse, da oltre trent’anni attivo a Sant’Andrea.
Con il nostro ordine del giorno chiediamo invece di confermare l’attuale destinazione d’uso a finalità di pubblico interesse e quindi la permanenza al suo interno delle attività del C.E.M. – A.I.A.S., nonché dell’Associazione Sportiva Dilettantesca S. Andrea – S. Vito e dell’A.M.I.S..
Chiediamo anche che, sulla base del progetto redatto dall’ufficio immobiliare, sia avviata la sua ristrutturazione e che a tale scopo nella prossima variazione di bilancio e comunque entro il mese di settembre sia portata una modifica del programma triennale delle opere 2010-2012, al fine di individuare il finanziamento necessario per l’utilizzo di Villa Haggiconsta, quale centro delle disabilità motorie complesse.
Ieri in Commissione, davanti ai rappresentanti del C.E.M. – A.I.A.S., dell’Associazione sportiva e dell’A.M.I.S., tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione hanno dichiarato di avere a cuore la vicenda. Questa sera, vedremo se sarà ancora così.

ehi pistola!

28 Luglio 2010 - Autore: fabio omero

Il Comune arma la Polizia municipale e deve scegliere la pistola. Alla fine dell’iter invia la delibera alle Circoscrizioni, ma in alcune arriva con la parte deliberativa che prevede l’acquisto di una pistola in base alle motivazioni allegate, motivazioni riferite però ad altro modello.

Ieri si è riunita la Commissione trasparenza con tanto di assessore, vice-comandante e segretario generale. E, a parte la “logorrea” dell’assessore Sbriglia, che è pari solo a quella dell’assessore Ravidà, le sue spiegazioni sono state illuminanti. A valutare le pistole è stata la Commissione vestiario della Polizia municipale, integrata da due esperti. «Ora – ha dichiarato l’assessore – o sono tutti ladroni o non ci sono stati atti indicibili». Questa la sua filosofia. Non vorrete mica l’affollamento del carcere di cui è direttore?
Due erano le proposte andate in Commissione vestiario, due, perché lui non ha potuto proporre/imporre una terza, la Beretta, come avrebbe voluto, perché, questo sì, sarebbe stato un atto censurabile. Una pistola svizzera e una pistola francese. Entrambe avevano valutazione analoga. Anzi, non proprio, la pistola svizzera aveva alcune caratteristiche anche migliori dell’altra e quindi la Commissione si era espressa a suo favore. Ma poi il segretario, nonché direttore generale, si era accorto e lo aveva fatto presente al comandante dei vigili che, mentre per l’addestramento della pistola francese il poligono della Polizia a San Giovanni è abilitato con tanto di istruttore, per la pistola svizzera sarebbe stato necessario ricorrere a un poligono privato e magari con l’addestratore in arrivo direttamente dalla Svizzera. Questo, moltiplicato per 75 pistole e per due cicli di addestramento all’anno, avrebbe comportato costi di gestione maggiori. Così si è passati alla pistola francese. «È comunque un fatto grave – ha tuonato l’assessore – che dagli atti e dalla delibera non emergano queste motivazioni». Nelle circoscrizioni poi è andata la delibera in formato cartaceo corretta, mentre nell’invio informatico c’è stato il deprecabile scambio.

Minimo ora sarà pretendere che queste motivazioni, con tanto di analisi dei costi e di una relazione dettagliata sui poligoni di tiro e sulle qualifiche degli istruttori, siano inserite in delibera. Un tanto per tutelarsi dalla Corte dei conti e dalla Procura della Repubblica…

Sul riconoscimento del diritto all’obiezione di coscienza e della volontarietà del vigile a essere armato non è stato aggiunto molto a quanto già detto. Salvo che il segretario generale mi ha sussurrato in un orecchio che, sì, nel dibattito in Consiglio si era parlato di questo concetto e su questo lui si era confrontato anche con i sindacati. Ma poi, quando ha redatto la bozza di regolamento, si è accorto che un emendamento del consigliere Barbo, che inseriva proprio il concetto di uso volontario dell’arma, era stato bocciato dalla maggioranza. Quindi lui non lo ha più potuto prevedere nel regolamento, perché contrario alla volontà espressa dal Consiglio.

E oggi alcuni signori della destra si fanno belli, dicendo che i vigili saranno armati solo su base volontaria. La faccia tosta…!!!

marchette

27 Luglio 2010 - Autore: fabio omero

La variazione di bilancio di questa notte ha visto andare in scena il peggio della politica del Comune. Dire che è stata una bottega di “marchette” elettorali è usare toni soft.
Il tutto è iniziato con la relazione dell’assessore Ravidà, che più che un’illustrazione delle cifre, per altro notevoli – quasi tre milioni di euro –, della variazione, è stata un j’accuse contro l’assenza del sindaco e del vice-sindaco e soprattutto contro i “condizionamenti di ambiente”, che ha dovuto subire e che hanno letteralmente rovesciato la sua impostazione fatta di risparmi e conti in equilibrio. È proseguito poi in Commissione dei capigruppo, dove Ravidà è stato costretto ad accogliere emendamenti della Lega, dell’Udc e di An, che saccheggiavano il fondo di riserva per assegni a bambini solo italianissimi, contributi a parrocchie e associazioni antiabortiste, fino ai 200 mila euro alla Società per azioni Triestina calcio. Non un euro per lo sviluppo del territorio, per le politiche economiche, per il futuro di Trieste.
Usciti dalla riunione, come centrosinistra abbiamo condiviso che la manovra estiva non poteva passare così nell’accondiscendenza generale. E anche se non tutti erano convinti di fare ostruzionismo sugli emendamenti, perché consapevoli che non avremmo più cambiato la delibera, ci siamo iscritti a parlare. C’è voluta però l’indignazione di Bruna Tam contro lo scandaloso scambio di favori per i rispettivi bacini di consenso elettorale, che ricompattava la destra dopo i fuochi di paglia della Lega e dell’Udc, a farci trovare le ragioni della nostra battaglia. Poi quando verso le due del mattino ho spiegato alla maggioranza che avrebbe passato la notte in Consiglio, non perché non aveva messo neanche un euro sulle nostre proposte, ma perché i cittadini al risveglio avrebbero dovuto sapere dalla radio cosa aveva scandalizzato Bruna, allora la destra ha presentato una mozione d’ordine per rinviare il tutto a venerdì prossimo.

ma mi faccia il piacere

26 Luglio 2010 - Autore: fabio omero

La denuncia di complicità con il sindaco avanzata dall’Idv è offensiva e populista a buon mercato, perché dimentica strumentalmente la netta opposizione e il voto contrario alla delibera del terreno di Dipiazza da parte del Pd, allora ancora Ds e Margherita. La denuncia diventa però ridicola e frutto di incompetenza, quando con la diffida promossa da Bevilacqua l’Idv coinvolge anche persone, Carmi e Ravalico, nel 2006 non ancora consiglieri comunali.

la delibera la conosce solo chi la presenta

24 Luglio 2010 - Autore: fabio omero

Sull’ultima vicenda giudiziaria, che coinvolge la Giunta Dipiazza, non voglio entrare. A nove mesi dall’appuntamento elettorale credo che la politica abbia la necessità di trovare altri temi di confronto tra gli schieramenti. Una battuta però la voglio fare. Dalle dichiarazioni riportate sul giornale emerge l’assoluta “ignoranza” dei contenuti delle delibere da parte degli assessori non coinvolti direttamente. Sarà come dicono, ma dopo il piano regolatore ho maturato la convinzione che neanche l’assessore competente sia a conoscenza dei contenuti della delibera che porta in Giunta.

Berlusconi: «Io sono e resto un garantista».

23 Luglio 2010 - Autore: fabio omero

Garantismo:
- principio dello stato di diritto che si concretizza nell’esistenza di un insieme di garanzie costituzionali atte a tutelare le fondamentali libertà dei cittadini nei confronti del potere pubblico (e, in particolare, nei confronti del potere giudiziario);
- difesa a oltranza dei diritti, o meglio degli interessi, del singolo o delle categorie nei confronti delle esigenze di funzionalità e di efficienza delle istituzioni. (Devoto – Oli)

Definizione A o definizione B?

siamo al redde rationem?

22 Luglio 2010 - Autore: fabio omero

Tutti contro tutti nella destra triestina, almeno fino a quando c’è da andare sui giornali. Salvo poi infatti fare marcia indietro, quando la responsabilità diventa politica. Quando la responsabilità diventa tutta loro.
La Lega minaccia di abbandonare l’aula – ma non dice se fino alle elezioni del 2011 –, se il responsabile del “pasticcio” piano regolatore non sarà rimosso. Pacor domanda quale è la responsabilità, chi dovrebbe avviare il processo e chi si dovrebbe processare. L’Udc chiede verifiche su tutti gli atti amministrativi in cui il Comune è uscito sconfitto dalle aule del Tar. Camber propone una Commissione consiliare d’indagine per sapere perché la relazione geologica della Variante 118 era senza firma del geologo. An pretende chiarezza dagli uffici sulla delibera con il progetto del gazebo al centro diurno Marenzi, delibera ancora da approvare con gazebo già installato. E poi ancora, salta fuori il regolamento dell’armamento della Polizia municipale con due schede tecniche, che individuavano due pistole distinte, andato nelle Circoscrizioni però con la documentazione invertita – si delibera l’acquisto della pistola A, perché da allegato la pistola B è migliore –.
Ma quando affermo che c’è una responsabilità politica ed è in capo al sindaco, che governa il Comune, o almeno dovrebbe governarlo, e che si è scelto assessori e collaboratori. E quando ricordo che il sindaco si è tenuto per sé la delega della pianificazione, dimostrando alla fine solo la sua incapacità di gestire il piano regolatore. Allora la destra fa quadrato, «falso obiettivo» afferma Camber. Le colpe sono dell’Avvocatura, perché non ha informato i consiglieri che il geologo comunale era andato in pensione, dell’Area assistenza, perché il gazebo lo volevano loro, della Commissione vestiario della Polizia, perché non ha saputo scegliere un sola pistola, lasciando aperte valutazioni di altra natura.
Non sarà mai che la destra arrivi alle elezioni del 2011 spaccata, solo perché non trova un capro espiatorio, a cui imputare la responsabilità di non aver portato a compimento piani indispensabili per lo sviluppo della città.

ciao pluto

21 Luglio 2010 - Autore: fabio omero

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ciao Pluto e grazie

Fabio e Tomas

Dipiazza come Berlusconi?

20 Luglio 2010 - Autore: fabio omero

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dopo il flop del piano regolatore

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