da arte fiera di bologna
29 January 2012 - Autore: fabio omeroun’idea per la Barcolana 2012 da girare a Roberto… (copyright Marco e Cristina)
un’idea per la Barcolana 2012 da girare a Roberto… (copyright Marco e Cristina)
In vista di una breve vacanza, che fa l’assessore all’economia? Va a comperare sigarette e a fare il pieno in Slovenia. 3,20 euro anziché 4,90 a pacchetto di sigarette. 1,277 euro anziché 1,651 a litro di gasolio, o 1,541 con l’agevolata.
Comperando una stecca di sigarette e facendo 50 litri di gasolio in Slovenia si risparmiano fino a 30 euro. Più o meno 100 euro al mese, che finiscono nelle casse della vicina Repubblica. E che moltiplicati per i triestini, che così si difendono dagli aumenti nazionali, fa una cifra da capogiro. Fossero solo 10 mila, sarebbero già a 1.000.000 di euro al mese, 12 milioni in un anno. Un tema non da poco con ricadute sull’economia e l’occupazione locali e sui conti di Stato e Regione.
Ci sarà l’informazione sulla raccolta della differenziata attraverso le pagine de Il Piccolo il 30 e il 31 dicembre e le sanzioni ai cittadini, che non differenzieranno l’immondizia, diventeranno esecutive dal 1° gennaio. Sostenere che la raccolta differenziata è anzitutto un fatto culturale, che non passa per la repressione dei comportamenti sbagliati, ma attraverso la promozione del rispetto dell’ambiente, non significa “niente multe per chi sgarra”, come titola il giornale. Il dietrofront sulle sanzioni è un’invenzione giornalistica, che rischia solo di creare disinformazione. Già me lo vedo il giornalista, travestito… da cittadino con un sacchetto ovviamente trasparente con dentro carte, bottiglie di vetro e bucce di banana, aspettare la pattuglia di vigili urbani per buttare le immondizie in un unico contenitore. Ma si tranquillizzi, perché sarà multato.
Di ritorno dall’Iraq, il giovane David viaggia in bicicletta alla ricerca di luoghi incontaminati. Finisce però con l’incontrare due cacciatori sadici, che cercano di uccidere lui e la sua amica Angeline, e poi un mostro, che sequestra e tortura la gente. Questa è la trama del film-horror “L’ombra” di Federico Zampaglione, che nel 2009 ha ricevuto un contributo dal Fvg Film commission. Ma hanno ricevuto un contributo regionale anche “La ragazza del lago”, indagine sull’omicidio di una studentessa, ritrovata morta sui laghi di Fusine, o “Prehod – Transition”, storia di un’organizzazione, che manipola la mente delle persone solo per soggiogarle fino a farle commettere il suicidio. Tutti film che favoriscono lo sviluppo dell’economia turistica, mediante la promozione e la valorizzazione delle risorse culturali, naturali e ambientali del territorio regionale. Il Friuli si candida per il turismo horror? Certamente no. È solo la conferma della strumentalizzazione, che c’è oggi invece dietro il rifiuto di larga parte del Consiglio regionale di finanziare il film di Marco Bellocchio su Eluana Englaro.
In tanti aspettano una, 100 svolte… dal governo di Cosolini. Poi sono tutti pronti a criticare se tali cambiamenti faticano ad arrivare. E ci sta nelle cose. Non dovrebbe starci invece, quando le svolte arrivano, ma associazioni di categoria, sindacati, partiti di maggioranza, la stampa stessa sembrano non accorgersene. Eppure le nomine del Comune nel Consiglio di amministrazione della Holding Acegas-Aps sono uno di quei segnali di svolta, che a volerli leggere attentamente andrebbero colti. Deborah Berton, avvocato, esponente di Sinistra ecologia e libertà, impegnata professionalmente e politicamente sui diritti dei lavoratori e degli stranieri e sulle tematiche dell’ambiente, del risparmio energetico e dell’acqua quale bene primario, non è forse un’indicazione in controtendenza rispetto al “non disturbare il manovratore”, che ha contraddistinto Dipiazza e il centrodestra? Edi Kraus, cittadino italiano della comunità slovena, imprenditore, che ha condotto la prima privatizzazione di un’industria di Stato in Slovenia, la Julion, e oggi la dirige per conto dell’italiana Aquafil, producendo poliammidi ecologiche da materie di scarto, non è forse un’indicazione che punta a quell’innovazione e internazionalizzazione dell’impresa locale, tanto invocata a parole, ma assai poco perseguita nei fatti?
Già, ma i più ricorderanno che Edi Kraus ha giocato nella serie B del basket con lo Jadran e che quindi è per questo che Cosolini lo ha scelto.
Situazione tesissima alla Sertubi per il blocco della produzione e il ricorso alla cassa integrazione per 13 settimane dal 16 gennaio 2012. Situazione confermata dai rappresentanti sindacali «Abbiamo a che fare con rabbia e una preoccupazione che rischiano di diventare incontenibili» e dall’amministratore delegato «La tensione in azienda ieri era molto alta». Una prima risposta potrebbe arrivare dalla Regione e riguarda il prezzo dell’energia elettrica, prezzo che ovviamente è un importante elemento della competitività industriale di un’azienda, e per il quale la Regione potrebbe avere un ruolo calmieratore. Da una relazione dell’Autorità dell’energia si ricava che le imprese italiane pagano prezzi dell’energia elettrica più elevati rispetto alla media europea per tutte le classi di consumo. Nella fascia di consumo tra i 500 e i 2.000 MWh/anno, fascia tra le più rappresentative delle Pmi, il prezzo medio italiano è stato di 16,0 €cent/kWh, contro il 12,7 €cent/kWh dell’Unione europea.
I costi medi per fascia variano oggi in Italia tra il 33,7 per le piccolissime imprese al 9,58 per le più grandi. Cosa chiede Sertubi? Chiede che – in previsione della realizzazione del nuovo forno elettrico per sopperire alla prevista chiusura della Ferriera e produrre autonomamente la ghisa e quindi in previsione di un aumento notevole dei consumi elettrici – sia garantito un abbattimento dei prezzi per sostenere il piano economico finanziario e rendere competitivo il prodotto.
Richiesta legittima e coerente, di cui la politica si deve fare carico. Comune per primo. Ma personalmente avrei fatto a meno dell’incontenibilità della rabbia degli operai, usati nel loro elementare diritto al lavoro.
Ma di queste forme di “concertazione”, che gioca sul disagio, il giornale di oggi porta altri esempi. «Un finale gramo per i disabili» a proposito della casa Milkovic di Opicina. «Se gli enti pubblici non si fanno carico delle persone fragili, i cittadini di Trieste lo pagheranno caro e salato» a proposito dell’appalto trasporti dell’Ass.
Pronti sempre a richiamare gli altri al proprio dovere, talvolta si dimenticano di fare il proprio. Alcuni giorni fa il quotidiano ha pubblicato le dichiarazioni dei redditi di sindaco, assessori e consiglieri comunali, ma alcuni mancavano all’appello. In effetti la trasparenza dei redditi degli amministratori pubblici è una trasparenza tutta all’italiana: è obbligatoria, ma non prevede sanzioni. Così chi vuole, può disubbidire alla norma. In effetti i cittadini, gli elettori, se ne dimenticano presto. Resta però il perché un amministratore disattenda a un suo obbligo specifico. Perché è distratto e si è dimenticato di consegnare agli uffici la sua dichiarazione dei redditi? Perché ha un reddito tanto elevato da temere la questua da parte di parenti, amici e conoscenti? O perché l’unico reddito denunciato è l’indennità di amministratore? Magari dopo aver vantato grandi doti da imprenditore o professionista.
Per il momento il Pd sembra tacere sullo sciopero di lunedì del pubblico impiego contro la manovra Monti. E spero che continui a farlo dopo il voto di fiducia per «portare via l’Italia dal precipizio, dal fronte più esposto della crisi, evitando che sia un rischio per l’Europa e per l’euro» e dopo aver ricevuto il plauso di Napolitano «un passo importante, una grande prova del Parlamento». Diversamente non capirei la schizofrenia di chi vota SÌ in Parlamento e si unisce subito dopo al coro di NO nelle piazze. Lunedì i sindacati della scuola protesteranno finalmente… tutti uniti e compatti. Cgil, Uil, Cisl, Snals, Gilda, Cisal, Ugl e Sindacato padano invitano infatti insegnanti e personale non docente ad astenersi dal lavoro per un’ora. Tutti a gareggiare a chi grida più forte che la manovra è iniqua per il lavoro dipendente, le pensioni e le famiglie.
Uniti e compatti prima, quando Gelmini e Tremonti trituravano la scuola, NO? E, già! I padani allora erano al Governo, mentre ora hanno votato contro Monti.
Sta a vedere che alla fine gli unici coerenti sono proprio loro.