Archivio per la categoria ‘Comune di Trieste’

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incartato, impudente e insensato

Sabato, 4 Settembre 2010

Sarà, come dice Dipiazza, che l’Ordine dei geologi sta facendo una crociata contro il Piano regolatore, ma sarà anche che l’Amministrazione comunale in questo scorcio di legislatura si sta incartando. E non sono solo per colpa dei veti incrociati dei “cespugli” della maggioranza alla ricerca della loro visibilità in chiave elettorale. Il sindaco pensa di risolvere la questione del Prgc semplicemente facendo firmare il precedente studio geologico dell’Università al geologo abilitato, ora in forza al Comune. Ma il geologo non potrà cambiarne una virgola, pena il rischio di dover riavviare l’iter del piano tornando alla casella di partenza, ovvero alla riadozione. Così, in questo gioco dell’oca, Dipiazza non fa altro che mortificare il geologo “prestanome”. Non è un caso infatti se ancora una volta l’Ordine dei geologi si è fatto sentire e giustamente a tutela della professionalità dei propri iscritti. - Meglio - deve allora aver pensato il sindaco - è sviare l’attenzione dei cittadini dalla brutta figura del Prgc -. Ed ecco così il suo annuncio che nel giro di due o tre mesi il Piano del traffico sarà approvato dal Consiglio. Annuncio impudente dopo i trascorsi urbanistici del Piano regolatore. Ma annuncio anche insensato, se si tiene conto che una buona pratica urbanistica dovrebbe prevedere prima la definizione degli obiettivi e delle strategie di sviluppo del territorio con il Prgc. Poi verificare la loro coerenza a scala urbana con il Piano particolareggiato del centro storico. E solo alla fine progettare l’accessibilità alla città e la mobilità al suo interno attraverso il Pgtu.

libero mercato

Sabato, 28 Agosto 2010

La maggioranza si spacca sul commercio e l’assessore Rovis ancora una volta è messo in discussione. Forse viene punito per le sue ambizioni di succedere a Dipiazza, forse perché troppo liberale nelle scelte di politica economica. Certo colpiscono le posizioni dell’Udc e della Lega che richiamano alla Jugoslavia d’antan . Altro che libero mercato! Sono tornati i comunisti, che dettano le regole sulle autorizzazioni commerciali, sulla merceologia e magari anche sul quadro di Tito da appendere nel negozio.

Bale (Croazia), 28 ago 2010

il libretto della casa

Giovedì, 5 Agosto 2010

Quando uno acquista un’automobile nuova è informato in modo puntuale delle caratteristiche tecniche e delle prestazioni del modello. E in più riceve il libretto, sul quale sono riportati i dati principali a garanzia anche della spesa fatta. Lo stesso o quasi accade per l’acquisto di un mezzo usato.
Perché invece, chi acquista una casa o un appartamento, ha solo informazioni generiche e non riceve nessuna documentazione sulle prestazioni dell’immobile?
Leggere che Trieste entra nelle aree a rischio sismico non è necessariamente un brutta notizia. È un elemento di maggior sicurezza, che comporterà forse costi maggiori, come sostiene l’ing Cervesi, ma che costringe progettisti, costruttori e immobiliaristi a dimostrare le qualità tecniche dell’edificio. Da un punto di vista sismico e, perché no, anche della sua sostenibilità energetica e ambientale.
Nel 2003 presentai un emendamento al Regolamento edilizio comunale che voleva imporre la scheda tecnica descrittiva: “A conclusione delle opere, per ogni unità immobiliare oggetto di intervento edilizio, deve essere compilata una scheda tecnica descrittiva a cura di un tecnico abilitato incaricato dal titolare dell’intervento edilizio. La scheda tecnica deve indicare i dati catastali, urbanistici ed edilizi, l’eventuale riferimento all’unità edilizia originaria, i dati metrici e dimensionali previsti dal progetto e realizzati, i livelli dei requisiti dichiarati in sede di progetto e forniti dall’opera realizzata, gli standard qualitativi e le caratteristiche tecniche e tecnologiche di strutture, attrezzature, impianti e materiali utilizzati. Copia della scheda è conservata dal Comune, ed è rilasciata a richiesta dei soggetti aventi titolo. La scheda tecnica descrittiva, con i suoi eventuali aggiornamenti in caso di interventi successivi, costituisce la base per la formazione del Libretto immobiliare di uso e manutenzione del fabbricato, a cura del Proprietario o dell’Amministratore condominiale.”
Ovviamente l’emendamento venne bocciato e la scusa fu la stessa di oggi: avrebbe comportato maggiori costi.

rispedito al mittente

Lunedì, 2 Agosto 2010

Troppo facile rispedire al mittente l’invito di Sasco che maggioranza e opposizione approvino il piano regolatore a settembre, perché altrimenti questo compito spetterà al prossimo sindaco. La variante 118 è nata su indirizzi, che come centrosinistra non abbiamo approvato, è stata secretata, mentre chiedevamo un processo partecipato e trasparente, e soprattutto non è un piano strategico, ma solo un piano edilizio. Meglio quindi, molto meglio che resti nei cassetti. L’attuale salvaguardia scade ad agosto 2011. Il futuro sindaco farebbe a tempo a rivedere il piano sulla base di indirizzi più coerenti con la salvaguardia del territorio e il suo sviluppo economico, a riadottarlo e quindi a riaprire i termini anche per una nuova salvaguardia. Certo, così arriveremmo al 2013, con una forte penalizzazione sia per le famiglie che per il tessuto economico triestino, ma con una penalizzazione sempre minore rispetto ai danni conseguenti all’approvazione della variante Dipiazza.

ma per andare dove?

Sabato, 31 Luglio 2010

Il piano regolatore dovrebbe disegnare lo sviluppo di una città e del suo territorio, individuando gli obiettivi, le strategie per raggiungerli e le regole. Magari dovrebbe anche ripensare la città in termini policentrici per superare la dicotomia centrocittà, quartieri e periferia e per creare nuove identità e nuove funzioni nei nuclei urbani.
Il piano particolareggiato del centro storico dovrebbe rilevare le attività e i servizi presenti nel centro, la rete di negozi, le piazze, le zone pedonali e il verde pubblico – i così detti “attrattori” –, e prevedere la trasformabilità dei contenitori e delle aree dismesse attraverso progetti strategici.
E infine il piano del traffico dovrebbe partire da un obiettivo forte e qualificante, quale la riduzione dell’accesso con il mezzo privato a favore del mezzo pubblico nel centro città e nei centri dei quartieri. Dovrebbe favorire l’accesso dei cittadini agli “attrattori”, e i mezzi con cui farli raggiungere, distinguendo la tipologia di pubblico che vi accede e le fasce orarie in cui vi accede, compreso il grado di autonomia e di conseguenza i mezzi con cui le diverse categorie di cittadini devono potervi accedere.
Ora è semplicemente ridicolo che, con il piano regolatore solo edilizio e comunque sospeso, il piano particolareggiato del centro storico nel limbo, Dipiazza presenti un piano del traffico e della mobilità.
Ma per andare dove?

a puttane

Venerdì, 30 Luglio 2010

Prima Lega e Udc si sono venduti per 70 mila euro, il loro «segnale politico» alla maggioranza, perché non consultati sulla variazione di bilancio. Subito dopo hanno affossato la commissione d’indagine sul piano regolatore, da loro stessi voluta per dare un «deciso cambio di rotta» alla vicenda della variante, avviare i «procedimenti disciplinari» e rimuovere i responsabili. C’è un solo commento da fare: che Ferrara e Sasco il 2 agosto vadano a puttane con l’on. Fedriga. Con tutto il rispetto per le puttane.
In più ci si è messo il sindaco, che dopo aver dichiarato in Consiglio che non si sarebbe più assunto la responsabilità degli errori degli uffici, ha steso con la complicità della maggioranza una pesante coperta sul sospetto iter del piano.
Poi dalle 23 la maggioranza ha tirato avanti con le mozioni solo per superare la mezzanotte, incassare il secondo gettone e, per la gioia di Brunetta, giustificare l’assenza dal lavoro di oggi.

villa haggiconsta

Giovedì, 29 Luglio 2010

Con Decarli ho presentato un ordine del giorno su Villa Haggiconsta, che andrà in discussione questa sera nel corso del dibattito sulla variazione di bilancio.
A settembre infatti il Consiglio comunale sarà chiamato ad acquisire a titolo gratuito dalla Regione la villa. Ma la relativa delibera prevede, nel caso il C.E.M. – A.I.A.S. non sia in grado di reperire i fondi necessari per la sua ristrutturazione, a cambiare la destinazione urbanistica dell’immobile, a vendere il bene e con il ricavato a costruire una nuova sede. “Speculazione edilizia”, questa di cambiare la destinazione da servizi a residenza, o magari ad albergo, di cui ormai il Comune è diventato maestro, che va però contro la volontà del centro delle disabilità motorie complesse, da oltre trent’anni attivo a Sant’Andrea.
Con il nostro ordine del giorno chiediamo invece di confermare l’attuale destinazione d’uso a finalità di pubblico interesse e quindi la permanenza al suo interno delle attività del C.E.M. – A.I.A.S., nonché dell’Associazione Sportiva Dilettantesca S. Andrea – S. Vito e dell’A.M.I.S..
Chiediamo anche che, sulla base del progetto redatto dall’ufficio immobiliare, sia avviata la sua ristrutturazione e che a tale scopo nella prossima variazione di bilancio e comunque entro il mese di settembre sia portata una modifica del programma triennale delle opere 2010-2012, al fine di individuare il finanziamento necessario per l’utilizzo di Villa Haggiconsta, quale centro delle disabilità motorie complesse.
Ieri in Commissione, davanti ai rappresentanti del C.E.M. – A.I.A.S., dell’Associazione sportiva e dell’A.M.I.S., tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione hanno dichiarato di avere a cuore la vicenda. Questa sera, vedremo se sarà ancora così.

ehi pistola!

Mercoledì, 28 Luglio 2010

Il Comune arma la Polizia municipale e deve scegliere la pistola. Alla fine dell’iter invia la delibera alle Circoscrizioni, ma in alcune arriva con la parte deliberativa che prevede l’acquisto di una pistola in base alle motivazioni allegate, motivazioni riferite però ad altro modello.

Ieri si è riunita la Commissione trasparenza con tanto di assessore, vice-comandante e segretario generale. E, a parte la “logorrea” dell’assessore Sbriglia, che è pari solo a quella dell’assessore Ravidà, le sue spiegazioni sono state illuminanti. A valutare le pistole è stata la Commissione vestiario della Polizia municipale, integrata da due esperti. «Ora – ha dichiarato l’assessore – o sono tutti ladroni o non ci sono stati atti indicibili». Questa la sua filosofia. Non vorrete mica l’affollamento del carcere di cui è direttore?
Due erano le proposte andate in Commissione vestiario, due, perché lui non ha potuto proporre/imporre una terza, la Beretta, come avrebbe voluto, perché, questo sì, sarebbe stato un atto censurabile. Una pistola svizzera e una pistola francese. Entrambe avevano valutazione analoga. Anzi, non proprio, la pistola svizzera aveva alcune caratteristiche anche migliori dell’altra e quindi la Commissione si era espressa a suo favore. Ma poi il segretario, nonché direttore generale, si era accorto e lo aveva fatto presente al comandante dei vigili che, mentre per l’addestramento della pistola francese il poligono della Polizia a San Giovanni è abilitato con tanto di istruttore, per la pistola svizzera sarebbe stato necessario ricorrere a un poligono privato e magari con l’addestratore in arrivo direttamente dalla Svizzera. Questo, moltiplicato per 75 pistole e per due cicli di addestramento all’anno, avrebbe comportato costi di gestione maggiori. Così si è passati alla pistola francese. «È comunque un fatto grave – ha tuonato l’assessore – che dagli atti e dalla delibera non emergano queste motivazioni». Nelle circoscrizioni poi è andata la delibera in formato cartaceo corretta, mentre nell’invio informatico c’è stato il deprecabile scambio.

Minimo ora sarà pretendere che queste motivazioni, con tanto di analisi dei costi e di una relazione dettagliata sui poligoni di tiro e sulle qualifiche degli istruttori, siano inserite in delibera. Un tanto per tutelarsi dalla Corte dei conti e dalla Procura della Repubblica…

Sul riconoscimento del diritto all’obiezione di coscienza e della volontarietà del vigile a essere armato non è stato aggiunto molto a quanto già detto. Salvo che il segretario generale mi ha sussurrato in un orecchio che, sì, nel dibattito in Consiglio si era parlato di questo concetto e su questo lui si era confrontato anche con i sindacati. Ma poi, quando ha redatto la bozza di regolamento, si è accorto che un emendamento del consigliere Barbo, che inseriva proprio il concetto di uso volontario dell’arma, era stato bocciato dalla maggioranza. Quindi lui non lo ha più potuto prevedere nel regolamento, perché contrario alla volontà espressa dal Consiglio.

E oggi alcuni signori della destra si fanno belli, dicendo che i vigili saranno armati solo su base volontaria. La faccia tosta…!!!

marchette

Martedì, 27 Luglio 2010

La variazione di bilancio di questa notte ha visto andare in scena il peggio della politica del Comune. Dire che è stata una bottega di “marchette” elettorali è usare toni soft.
Il tutto è iniziato con la relazione dell’assessore Ravidà, che più che un’illustrazione delle cifre, per altro notevoli – quasi tre milioni di euro –, della variazione, è stata un j’accuse contro l’assenza del sindaco e del vice-sindaco e soprattutto contro i “condizionamenti di ambiente”, che ha dovuto subire e che hanno letteralmente rovesciato la sua impostazione fatta di risparmi e conti in equilibrio. È proseguito poi in Commissione dei capigruppo, dove Ravidà è stato costretto ad accogliere emendamenti della Lega, dell’Udc e di An, che saccheggiavano il fondo di riserva per assegni a bambini solo italianissimi, contributi a parrocchie e associazioni antiabortiste, fino ai 200 mila euro alla Società per azioni Triestina calcio. Non un euro per lo sviluppo del territorio, per le politiche economiche, per il futuro di Trieste.
Usciti dalla riunione, come centrosinistra abbiamo condiviso che la manovra estiva non poteva passare così nell’accondiscendenza generale. E anche se non tutti erano convinti di fare ostruzionismo sugli emendamenti, perché consapevoli che non avremmo più cambiato la delibera, ci siamo iscritti a parlare. C’è voluta però l’indignazione di Bruna Tam contro lo scandaloso scambio di favori per i rispettivi bacini di consenso elettorale, che ricompattava la destra dopo i fuochi di paglia della Lega e dell’Udc, a farci trovare le ragioni della nostra battaglia. Poi quando verso le due del mattino ho spiegato alla maggioranza che avrebbe passato la notte in Consiglio, non perché non aveva messo neanche un euro sulle nostre proposte, ma perché i cittadini al risveglio avrebbero dovuto sapere dalla radio cosa aveva scandalizzato Bruna, allora la destra ha presentato una mozione d’ordine per rinviare il tutto a venerdì prossimo.

la delibera la conosce solo chi la presenta

Sabato, 24 Luglio 2010

Sull’ultima vicenda giudiziaria, che coinvolge la Giunta Dipiazza, non voglio entrare. A nove mesi dall’appuntamento elettorale credo che la politica abbia la necessità di trovare altri temi di confronto tra gli schieramenti. Una battuta però la voglio fare. Dalle dichiarazioni riportate sul giornale emerge l’assoluta “ignoranza” dei contenuti delle delibere da parte degli assessori non coinvolti direttamente. Sarà come dicono, ma dopo il piano regolatore ho maturato la convinzione che neanche l’assessore competente sia a conoscenza dei contenuti della delibera che porta in Giunta.