Archivio per la categoria ‘la destra’

Torna alla home page

nel blu dipinto di blu

Venerdì, 3 Settembre 2010

In attesa di Guardia di Finanza, Corte dei Conti e Procura della Repubblica per sapere se il presidente del Consiglio regionale Ballaman “ha sbagliato e pagherà”, colpisce la dichiarazione del presidente della Lega Fontanini, che sull’utilizzo delle macchine blu invita a porre la domanda anche al sindaco Dipiazza. Capiremo presto se la Lega è ladrona o meno, ma capiamo già oggi che è in fibrillazione.
La risposta a Dipiazza.

tra folklore e distinguo

Martedì, 31 Agosto 2010

gheddafi.jpg

Folkloristico! «L’Islam dovrebbe diventare la religione di tutta l’Europa. Convertitevi all’Islam, Maometto è l’ultimo dei profeti. Se Gesù fosse vissuto fino all’avvento di Maometto, sicuramente avrebbe abbracciato la sua religione. E anche la Madonna». Oggi la Padania e l’Avvenire fanno i distinguo, ma l’altro leader del folklore li ha già stoppati: «Chi critica i rapporti di amicizia tra Silvio Berlusconi e Muhammar Gheddafi, chi non capisce i vantaggi di questa intesa, appartiene al passato, è prigioniero di schemi superati. Noi invece guardiamo al futuro». Folkloristico Gheddafi lo è anche nell’altra frase, su cui certamente domani leggeremo i distinguo altrettanto folkloristici di Gasparri e La Russa: «L’Italia di oggi è un paese civile, è l’Italia che ha abbattuto il regime fascista e giustiziato Mussolini». Così gli unici che non fanno folklore o distinguo e alla fine ci guadagnano pure sono Alessandro Profumo di Unicredit, Pier Francesco Guarguaglini di Finmeccanica, Paolo Scaroni e Claudio Descalzi di Eni, Fulvio Conti e Piero Gnudi di Enel, Massimo Ponzellini e Alberto Rubegni di Impregilo, Fausto Marchionni di Fondiaria Sai e Giampaolo Galli di Confindustria, tutti ospiti alla cena di gala. Ah! Dimenticavo. C’è anche chi fa folklore e alla fine comunque ci guadagna di suo.

che faccia di tola

Giovedì, 26 Agosto 2010

«Questa estate, l’estate del 2010 passerà alla storia per il ritorno alla vecchia politica, per il ritorno alla vecchia politica del teatrino e appunto delle chiacchiere, che ha contagiato soltanto chi dalla politica politicante veniva, non certo me e il mio Governo. Grazie al nostro ingresso in campo, gli elettori oramai e definitivamente si sono abituati a una chiarezza semplificativa che non potrà mai più essere abbandonata: vanno a votare sapendo in anticipo quale sarà il premier per cui indicano la preferenza, quale sarà l’alleanza delle forze che costituiranno il Governo e soprattutto quale sarà il programma dall’inizio alla fine della legislatura».

due tav al prezzo di una

Mercoledì, 25 Agosto 2010

Negli anni ‘70 girava la storiella di due italiani, padre e figlio, che partecipano alla gara di appalto per la realizzazione del tunnel sotto la Manica, chiedendo solo un milione di lire a testa.
- Ma come pensate di realizzarlo? -
- Semplice: uno inizia a scavare a Dover e l’altro a Calais e ci incontriamo a metà strada - .
- Ma se poi non vi incontrate? -
- Vorrà dire che avrete due tunnel al prezzo di uno - .

È quanto sta succedendo con la Tav tra Venezia e Trieste. Il Veneto ha deciso di farla correre lungo la costa. Il Friuli Venezia Giulia affiancata all’autostrada. E se le due Regioni con la stessa maggioranza di centrodestra non si metteranno d’accordo, vorrà dire che avremo due linee ad alta velocità.

quando la politica non va in vacanza

Mercoledì, 4 Agosto 2010

Rutelli parla di inizio di un cambiamento e definisce quello con Casini, Fini e Lombardo il “patto di consultazione”. Peccato che di patto di consultazione tra cofondatori abbiano parlato Berlusconi e Fini nel 2009, di patto di consultazione tra maggioranza e opposizione Veltroni nel 2008, per non dire del patto di consultazione tra Nenni e Togliatti, che risale al 1956. Come lessico politichese non è male. Come inizio del cambiamento pure. La Lanzillotta ci mette poi del suo, quando per giustificare l’intesa tra il “suo” Rutelli e Fini scopre una «evoluzione culturale profondissima» solo nel percorso politico di Fini. E intanto a Trieste l’on. Menia, a cui va comunque riconosciuto il merito di non restare attaccato alla poltrona e di rispettare prima di tutto i vincoli amicali, sostiene Fini. Ma Fini non è più quello che affermava che «un maestro elementare dichiaratamente omosessuale non può fare il maestro». Anzi riceve le associazioni glbt e riconosce il ritardo dell’Italia sulle discriminazioni dovute all’orientamento sessuale. Chissà se Menia è ancora dell’opinione che «per essere politicamente corretti bisogna essere culi per forza»? Chissà poi cosa pensano lui e i suoi “camerati” triestini della cittadinanza breve per i figli degli immigrati o del diritto di voto ai cittadini stranieri? O della bioetica? Fini dichiarò: «Il Parlamento deve fare leggi non orientate da precetti di tipo religioso». E sul caso Englaro: «Invidio chi ha certezze. Personalmente non ne ho, né religiose né scientifiche. Ho solo dubbi, uno su tutti: qual è e dov’è il confine tra un essere vivente e un vegetale? Penso che solo i genitori di Eluana abbiano il diritto di fornire una risposta. E avverto il dovere di rispettarla». Mentre Menia sottoscrisse l’appello “Eluana muore per fame e per sete. Eluana muore così perché un tribunale ha acconsentito che morisse così. Muore, Eluana, perché il decreto che le salverebbe la vita non è stato firmato”. Va a finire che l’unico coerente sarà Casini.

ronda mediatica

Martedì, 3 Agosto 2010

La ronda anti prostitute della Lega è ancora una volta un gesto solo mediatico, che non dà risposte né in termini di sicurezza, né di lotta alla criminalità. E infatti l’on. Fedriga tace sul taglio imposto dal suo Governo dal 1° agosto dei fondi per il telefono verde contro lo sfruttamento della prostituzione, anche minorile. Ma le schiave del sesso nella maggioranza non sono italiane e quindi alla Lega non interessano. Io condivido invece la proposta di alcuni giorni fa dell’assessore comunale Sbriglia di creare un’area periferica, lontana dalle abitazioni e controllata dalla polizia, dove le prostitute possano esercitare liberamente la loro professione. Se accanto ci mettiamo l’attività dell’unità di strada e un progetto di inserimento sociale protetto, potremo rendere più tranquille le notti in borgo teresiano e più deboli le organizzazioni criminali.

a puttane

Venerdì, 30 Luglio 2010

Prima Lega e Udc si sono venduti per 70 mila euro, il loro «segnale politico» alla maggioranza, perché non consultati sulla variazione di bilancio. Subito dopo hanno affossato la commissione d’indagine sul piano regolatore, da loro stessi voluta per dare un «deciso cambio di rotta» alla vicenda della variante, avviare i «procedimenti disciplinari» e rimuovere i responsabili. C’è un solo commento da fare: che Ferrara e Sasco il 2 agosto vadano a puttane con l’on. Fedriga. Con tutto il rispetto per le puttane.
In più ci si è messo il sindaco, che dopo aver dichiarato in Consiglio che non si sarebbe più assunto la responsabilità degli errori degli uffici, ha steso con la complicità della maggioranza una pesante coperta sul sospetto iter del piano.
Poi dalle 23 la maggioranza ha tirato avanti con le mozioni solo per superare la mezzanotte, incassare il secondo gettone e, per la gioia di Brunetta, giustificare l’assenza dal lavoro di oggi.

la delibera la conosce solo chi la presenta

Sabato, 24 Luglio 2010

Sull’ultima vicenda giudiziaria, che coinvolge la Giunta Dipiazza, non voglio entrare. A nove mesi dall’appuntamento elettorale credo che la politica abbia la necessità di trovare altri temi di confronto tra gli schieramenti. Una battuta però la voglio fare. Dalle dichiarazioni riportate sul giornale emerge l’assoluta “ignoranza” dei contenuti delle delibere da parte degli assessori non coinvolti direttamente. Sarà come dicono, ma dopo il piano regolatore ho maturato la convinzione che neanche l’assessore competente sia a conoscenza dei contenuti della delibera che porta in Giunta.

Berlusconi: «Io sono e resto un garantista».

Venerdì, 23 Luglio 2010

Garantismo:
- principio dello stato di diritto che si concretizza nell’esistenza di un insieme di garanzie costituzionali atte a tutelare le fondamentali libertà dei cittadini nei confronti del potere pubblico (e, in particolare, nei confronti del potere giudiziario);
- difesa a oltranza dei diritti, o meglio degli interessi, del singolo o delle categorie nei confronti delle esigenze di funzionalità e di efficienza delle istituzioni. (Devoto – Oli)

Definizione A o definizione B?

siamo al redde rationem?

Giovedì, 22 Luglio 2010

Tutti contro tutti nella destra triestina, almeno fino a quando c’è da andare sui giornali. Salvo poi infatti fare marcia indietro, quando la responsabilità diventa politica. Quando la responsabilità diventa tutta loro.
La Lega minaccia di abbandonare l’aula – ma non dice se fino alle elezioni del 2011 –, se il responsabile del “pasticcio” piano regolatore non sarà rimosso. Pacor domanda quale è la responsabilità, chi dovrebbe avviare il processo e chi si dovrebbe processare. L’Udc chiede verifiche su tutti gli atti amministrativi in cui il Comune è uscito sconfitto dalle aule del Tar. Camber propone una Commissione consiliare d’indagine per sapere perché la relazione geologica della Variante 118 era senza firma del geologo. An pretende chiarezza dagli uffici sulla delibera con il progetto del gazebo al centro diurno Marenzi, delibera ancora da approvare con gazebo già installato. E poi ancora, salta fuori il regolamento dell’armamento della Polizia municipale con due schede tecniche, che individuavano due pistole distinte, andato nelle Circoscrizioni però con la documentazione invertita – si delibera l’acquisto della pistola A, perché da allegato la pistola B è migliore –.
Ma quando affermo che c’è una responsabilità politica ed è in capo al sindaco, che governa il Comune, o almeno dovrebbe governarlo, e che si è scelto assessori e collaboratori. E quando ricordo che il sindaco si è tenuto per sé la delega della pianificazione, dimostrando alla fine solo la sua incapacità di gestire il piano regolatore. Allora la destra fa quadrato, «falso obiettivo» afferma Camber. Le colpe sono dell’Avvocatura, perché non ha informato i consiglieri che il geologo comunale era andato in pensione, dell’Area assistenza, perché il gazebo lo volevano loro, della Commissione vestiario della Polizia, perché non ha saputo scegliere un sola pistola, lasciando aperte valutazioni di altra natura.
Non sarà mai che la destra arrivi alle elezioni del 2011 spaccata, solo perché non trova un capro espiatorio, a cui imputare la responsabilità di non aver portato a compimento piani indispensabili per lo sviluppo della città.