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	<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 11:44:19 +0000</pubDate>
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		<title>incartato, impudente e insensato</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 11:41:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio omero</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comune di Trieste]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà, come dice Dipiazza, che l&#8217;Ordine dei geologi sta facendo una crociata contro il Piano regolatore, ma sarà anche che l&#8217;Amministrazione comunale in questo scorcio di legislatura si sta incartando. E non sono solo per colpa dei veti incrociati dei “cespugli” della maggioranza alla ricerca della loro visibilità in chiave elettorale. Il sindaco pensa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">Sarà, come dice Dipiazza, che l&#8217;Ordine dei geologi sta facendo una crociata contro il Piano regolatore, ma sarà anche che l&#8217;Amministrazione comunale in questo scorcio di legislatura si sta incartando. E non sono solo per colpa dei veti incrociati dei “cespugli” della maggioranza alla ricerca della loro visibilità in chiave elettorale. Il sindaco pensa di risolvere la questione del Prgc semplicemente facendo firmare il precedente studio geologico dell&#8217;Università al geologo abilitato, ora in forza al Comune. Ma il geologo non potrà cambiarne una virgola, pena il rischio di dover riavviare l&#8217;iter del piano tornando alla casella di partenza, ovvero alla riadozione. Così, in questo gioco dell&#8217;oca, Dipiazza non fa altro che mortificare il geologo “prestanome”. Non è un caso infatti se ancora una volta l&#8217;Ordine dei geologi si è fatto sentire e giustamente a tutela della professionalità dei propri iscritti. - <em>Meglio</em> - deve allora aver pensato il sindaco - <em>è sviare l&#8217;attenzione dei cittadini dalla brutta figura del Prgc</em> -. Ed ecco così il suo annuncio che nel giro di due o tre mesi il Piano del traffico sarà approvato dal Consiglio. Annuncio impudente dopo i trascorsi urbanistici del Piano regolatore. Ma annuncio anche insensato, se si tiene conto che una buona pratica urbanistica dovrebbe prevedere prima la definizione degli obiettivi e delle strategie di sviluppo del territorio con il Prgc. Poi verificare la loro coerenza a scala urbana con il Piano particolareggiato del centro storico. E solo alla fine progettare l&#8217;accessibilità alla città e la mobilità al suo interno attraverso il Pgtu.</p>
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		<title>nel blu dipinto di blu</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 13:16:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio omero</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In attesa di Guardia di Finanza, Corte dei Conti e Procura della Repubblica per sapere se il presidente del Consiglio regionale Ballaman “ha sbagliato e pagherà”, colpisce la dichiarazione del presidente della Lega Fontanini, che sull&#8217;utilizzo delle macchine blu invita a porre la domanda anche al sindaco Dipiazza. Capiremo presto se la Lega è ladrona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In attesa di Guardia di Finanza, Corte dei Conti e Procura della Repubblica per sapere se il presidente del Consiglio regionale Ballaman “ha sbagliato e pagherà”, colpisce la dichiarazione del presidente della Lega Fontanini, che sull&#8217;utilizzo delle macchine blu invita a porre la domanda anche al sindaco Dipiazza. Capiremo presto se la Lega è <em>ladrona</em> o meno, ma capiamo già oggi che è in fibrillazione.<br />
La risposta a Dipiazza.</p>
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		<title>santa mariastella vergine</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 13:16:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio omero</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma con chi ce l&#8217;ha Mariastella Gelmini, quando sostiene che «è necessario che la politica del passato faccia autocritica. È impossibile assorbire i 200mila precari della scuola. Nessun governo ne sarebbe in grado. Le risorse non si possono aumentare, ma solo razionalizzare. Non siamo la Finlandia. I precari che noi ereditiamo sono un numero spaventoso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><font size="3" face="Times New Roman, serif">Ma con chi ce l&#8217;ha Mariastella Gelmini, quando sostiene che <em>«è necessario che la politica del passato faccia autocritica. È impossibile assorbire i 200mila precari della scuola. Nessun governo ne sarebbe in grado. Le risorse non si possono aumentare, ma solo razionalizzare. Non siamo la Finlandia. I precari che noi ereditiamo sono un numero spaventoso. Gli insegnanti sono più di 700mila. Sono frutto di politiche disinvolte, che hanno distribuito posti di cui non c’era bisogno»?</em><br />
Solo con Berlinguer e con Fioroni? O con la prima Repubblica?</font></p>
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		<title>adottiamo giorgio</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 15:18:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio omero</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Giorgio è un anziano barbone che torna spesso a sedersi sulle panchine di piazza Cavana. Non cerca di attirare l&#8217;attenzione e tanto meno chiede la carità. Non disturba nessuno, ma come tutti i barboni porta con sé il cartone di vino e qualche sacchetto di plastica con avanzi di cibo. Il più delle volte è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">Giorgio è un anziano barbone che torna spesso a sedersi sulle panchine di piazza Cavana. Non cerca di attirare l&#8217;attenzione e tanto meno chiede la carità. Non disturba nessuno, ma come tutti i barboni porta con sé il cartone di vino e qualche sacchetto di plastica con avanzi di cibo. Il più delle volte è seduto composto, anche se talvolta si sdraia sulla seduta. Spesso finisce con il farsi la pipì addosso o anche con il vomitare sul selciato.<br />
A tanti questo dà fastidio e diversi mesi fa qualcuno ha chiesto che venissero tolte le panchine. Neanche fosse la soluzione per Giorgio. Altri negozianti invece hanno provato a aiutarlo, anche semplicemente parlandogli o regalandogli un frutto o un panino, e cercando di costruirgli intorno una piccola rete di solidarietà. Un volontario della Comunità di San Martino al Campo spesso la sera, specie se pioveva o faceva freddo, lo ha accompagnato in auto al dormitorio pubblico. Poi hanno messo in moto Microarea, il servizio dell&#8217;Azienda sanitaria, che lo ha preso in carico. Così quando a fine primavera Giorgio è tornato a sedersi sulla panchina era come rinato, pulito e sbarbato, con gli abiti nuovi. Era seguito dall&#8217;alcoologia e in cura dermatologica. E soprattutto aveva un&#8217;identità. Microarea aveva ritrovato la sua storia di quando a un certo punto aveva scelto la marginalità, lasciando casa e affetti. Di quando alla caduta della Jugoslavia non aveva fatto i documenti per vedersi riconosciuta la nazionalità slovena. Scegliendo piuttosto di essere apolide e senza diritto alla pensione dopo una vita di lavoro.<br />
Ma poi Giorgio ha capito che anche tutte queste nuove attenzioni gli andavano strette e così ha deciso di scappare ancora. Niente più cure mediche, nessuna firma sotto i documenti. Di nuovo sulla panchina e di nuovo sporco e con il cartone di vino.<br />
Questa sera il volontario della Comunità lo accompagnerà in dormitorio, ma non è quello che Giorgio chiede, perché non chiede nulla.<br />
Chiedo io invece qualcosa per lui. Quando gli passate vicino in piazza Cavana, anche se puzza o ha vomitato in terra, non guardatelo con fastidio e soprattutto non pretendete che tolgano le panchine.<br />
Proviamo tutti insieme ad accettare la sua scelta.</p>
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		<title>tra folklore e distinguo</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 12:01:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio omero</dc:creator>
		
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Folkloristico! «L&#8217;Islam dovrebbe diventare la religione di tutta l&#8217;Europa. Convertitevi all&#8217;Islam, Maometto è l&#8217;ultimo dei profeti. Se Gesù fosse vissuto fino all&#8217;avvento di Maometto, sicuramente avrebbe abbracciato la sua religione. E anche la Madonna». Oggi la Padania e l&#8217;Avvenire fanno i distinguo, ma l&#8217;altro leader del folklore li ha già stoppati: «Chi critica i rapporti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><a rel="attachment wp-att-872" href="http://www.fabioomero.it/public/?attachment_id=872" title="gheddafi.jpg"><img src="http://www.fabioomero.it/public/wp-content/uploads/2010/08/gheddafi.jpg" alt="gheddafi.jpg" /></a></p>
<p align="left">Folkloristico! <em>«L&#8217;Islam dovrebbe diventare la religione di tutta l&#8217;Europa. Convertitevi all&#8217;Islam, Maometto è l&#8217;ultimo dei profeti. Se Gesù fosse vissuto fino all&#8217;avvento di Maometto, sicuramente avrebbe abbracciato la sua religione. E anche la Madonna»</em>. Oggi la Padania e l&#8217;Avvenire fanno i distinguo, ma l&#8217;altro leader del folklore li ha già stoppati: <em>«Chi critica i rapporti di amicizia tra Silvio Berlusconi e Muhammar Gheddafi, chi non capisce i vantaggi di questa intesa, appartiene al passato, è prigioniero di schemi superati. Noi invece guardiamo al futuro»</em>. Folkloristico Gheddafi lo è anche nell&#8217;altra frase, su cui certamente domani leggeremo i distinguo altrettanto folkloristici di Gasparri e La Russa: <em>«L&#8217;Italia di oggi è un paese civile, è l&#8217;Italia che ha abbattuto il regime fascista e giustiziato Mussolini»</em>. Così gli unici che non fanno folklore o distinguo e alla fine ci guadagnano pure sono Alessandro Profumo di Unicredit, Pier Francesco Guarguaglini di Finmeccanica, Paolo Scaroni e Claudio Descalzi di Eni, Fulvio Conti e Piero Gnudi di Enel, Massimo Ponzellini e Alberto Rubegni di Impregilo, Fausto Marchionni di Fondiaria Sai e Giampaolo Galli di Confindustria, tutti ospiti alla cena di gala. Ah! Dimenticavo. C&#8217;è anche chi fa folklore e alla fine comunque ci guadagna di suo.</p>
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		<title>libero mercato</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 09:38:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio omero</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
La maggioranza si spacca sul commercio e l&#8217;assessore Rovis ancora una volta è messo in discussione. Forse viene punito per le sue ambizioni di succedere a Dipiazza, forse perché troppo liberale nelle scelte di politica economica. Certo colpiscono le posizioni dell&#8217;Udc e della Lega che richiamano alla Jugoslavia d&#8217;antan . Altro che libero mercato! Sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2"></p>
<p align="left">La maggioranza si spacca sul commercio e l&#8217;assessore Rovis ancora una volta è messo in discussione. Forse viene punito per le sue ambizioni di succedere a Dipiazza, forse perché troppo liberale nelle scelte di politica economica. Certo colpiscono le posizioni dell&#8217;Udc e della Lega che richiamano alla Jugoslavia d&#8217;antan . Altro che libero mercato! Sono tornati i comunisti, che dettano le regole sulle autorizzazioni commerciali, sulla merceologia e magari anche sul quadro di Tito da appendere nel negozio.</p>
<p align="left"><font size="1">Bale (Croazia), 28 ago 2010</font></p>
<p></font></p>
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		<title>libri di scuola</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 11:42:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio omero</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Partito democratico]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente Bersani sembra esser riuscito nell&#8217;impresa impossibile di mettere d&#8217;accordo i maggiorenti del Pd. Veltroni a parte. Ma questo sta nelle cose. Del resto la critica che la sua proposta è un&#8217;ammucchiata (Berlusconi) e che voglia mettere insieme Fini e Ferrero (Fioroni) non ritrova rispondenza nell&#8217;appello del segretario a tutte le forze progressiste. Certo, ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">Finalmente Bersani sembra esser riuscito nell&#8217;impresa impossibile di mettere d&#8217;accordo i maggiorenti del Pd. Veltroni a parte. Ma questo sta nelle cose. Del resto la critica che la sua proposta è un&#8217;ammucchiata (Berlusconi) e che voglia mettere insieme Fini e Ferrero (Fioroni) non ritrova rispondenza nell&#8217;appello del segretario a tutte le forze progressiste. Certo, ha parlato di <em>alleanza democratica per una legislatura costituente contro una interpretazione populista e distruttiva del bipolarismo, capace di riaffermare i principi costituzionali, di rafforzare le istituzioni rendendo più efficiente una salda democrazia parlamentare e di promuovere un federalismo concepito per unire e non per dividere</em>, ma ha collocato il suo progetto nel centrosinistra per scrivere una <em>piattaforma fatta di lavoro, di civismo, di equità e di innovazione</em>. E infatti Chiamparino, dando il suo appoggio, conferma questa interpretazione che la proposta sia il deciso superamento della santa alleanza contro Berlusconi. Con questo passo Bersani colloca il Pd al centro della coalizione e si guadagna, anche al di là dello statuto del partito, il ruolo di leader riformista. Con lui dovranno fare ora i conti il riformismo fin troppo pragmatico di Chiamparino stesso e il riformismo fin troppo utopico di Vendola. Come dire: tra il manuale delle giovani marmotte e il piccolo principe, ci può stare un buon testo scolastico. Mica detto che debba essere noioso.</p>
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		<title>che faccia di tola</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 12:38:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio omero</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[«Questa estate, l&#8217;estate del 2010 passerà alla storia per il ritorno alla vecchia politica, per il ritorno alla vecchia politica del teatrino e appunto delle chiacchiere, che ha contagiato soltanto chi dalla politica politicante veniva, non certo me e il mio Governo. Grazie al nostro ingresso in campo, gli elettori oramai e definitivamente si sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><font size="3" face="Times New Roman, serif">«Questa estate, l&#8217;estate del 2010 passerà alla storia per il ritorno alla vecchia politica, per il ritorno alla vecchia politica del teatrino e appunto delle chiacchiere, che ha contagiato soltanto chi dalla politica politicante veniva, non certo me e il mio Governo. Grazie al nostro ingresso in campo, gli elettori oramai e definitivamente si sono abituati a una chiarezza semplificativa che non potrà mai più essere abbandonata: vanno a votare sapendo in anticipo quale sarà il premier per cui indicano la preferenza, quale sarà l&#8217;alleanza delle forze che costituiranno il Governo e soprattutto quale sarà il programma dall&#8217;inizio alla fine della legislatura<font face="Times New Roman, serif">»</font>.</font></em></p>
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		<title>due tav al prezzo di una</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 13:29:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio omero</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Negli anni &#8216;70 girava la storiella di due italiani, padre e figlio, che partecipano alla gara di appalto per la realizzazione del tunnel sotto la Manica, chiedendo solo un milione di lire a testa.
- Ma come pensate di realizzarlo? -
- Semplice: uno inizia a scavare a Dover e l&#8217;altro a Calais e ci incontriamo a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">Negli anni &#8216;70 girava la storiella di due italiani, padre e figlio, che partecipano alla gara di appalto per la realizzazione del tunnel sotto la Manica, chiedendo solo un milione di lire a testa.<br />
<em>- Ma come pensate di realizzarlo? -<br />
- Semplice: uno inizia a scavare a Dover e l&#8217;altro a Calais e ci incontriamo a metà strada - .<br />
- Ma se poi non vi incontrate? -<br />
- Vorrà dire che avrete due tunnel al prezzo di uno - .</em><br />
È quanto sta succedendo con la Tav tra Venezia e Trieste. Il Veneto ha deciso di farla correre lungo la costa. Il Friuli Venezia Giulia affiancata all&#8217;autostrada. E se le due Regioni con la stessa maggioranza di centrodestra non si metteranno d&#8217;accordo, vorrà dire che avremo due linee ad alta velocità.</p>
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		<title>si ricomincia</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 12:09:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio omero</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Nel centrosinistra oggi, rispetto a cinque anni fa, c&#8217;è una differenza: non ci sono king-makers. Nel dicembre 2004, ben 15 mesi prima delle elezioni comunali, ci fu chi, pace all&#8217;anima sua, ebbe la presunzione di indicare il candidato sindaco di tutta la coalizione, creando così un cortocircuito che si protrasse a lungo. Oggi invece nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">Nel centrosinistra oggi, rispetto a cinque anni fa, c&#8217;è una differenza: non ci sono king-makers. Nel dicembre 2004, ben 15 mesi prima delle elezioni comunali, ci fu chi, pace all&#8217;anima sua, ebbe la presunzione di indicare il candidato sindaco di tutta la coalizione, creando così un cortocircuito che si protrasse a lungo. Oggi invece nel Pd e nel centrosinistra le primarie sono elemento fondante dell&#8217;identità riformista e saranno così i nostri elettori a indicare il candidato sindaco sulla base di un programma elettorale condiviso. Certo, a questo appuntamento il Pd dovrà arrivare unito e proporre un unico candidato, pena la perdita della propria centralità all&#8217;interno dell&#8217;ampia coalizione democratica necessaria per battere la destra. E per sceglierlo il Pd ha davanti a sé i congressi dei circoli e della federazione provinciale, consapevole che il primo candidato naturale su cui confrontarsi è il segretario provinciale. Ora lungo questo percorso Roberto Cosolini è già in campo con il programma illustrato pubblicamente il 6 maggio e con il sostegno di un&#8217;area compatta del partito. L&#8217;auspicio è quindi che altri candidati alla segreteria provinciale si facciano avanti a rappresentare le diverse storie e culture politiche, che sono la vera ricchezza del Pd. Solo infatti con un confronto dialettico aperto e pubblico il partito sarà in grado di individuare il segretario e candidato alle primarie forte e autorevole. Per il Pd è finito il tempo delle candidature di “non politici”, definizione di per sé contraddittoria, neanche un magnifico rettore o un presidente di Camera di commercio non facessero esercizio quotidiano di politica. È il tempo di proporre persone capaci, che vengono dalle proprie fila, con esperienza riconosciuta e apprezzata nel mondo del lavoro, del sociale e nelle istituzioni, perché il Pd deve essere solo orgoglioso delle proprie donne e dei propri uomini.</p>
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