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La risposta stizzita del sindaco Dipiazza al parere del Consiglio di Stato sulla Tarsu conferma solo i dubbi sulla scarsa trasparenza, che come centrosinistra abbiamo espresso da molto tempo. Da quando le tariffe della Tarsu vennero incrementate del 27,30% «al fine di dare copertura al 100% delle spese sostenute dal Comune relativamente alla gestione dell’intero ciclo del servizio di igiene ambientale», come recitano le relazioni, prima Roberto Decarli, poi il sottoscritto, coinvolgendo anche la Commissione dei capigruppo, abbiamo chiesto di conoscere i reali conti della Tarsu. A tutt’oggi la risposta non ci è pervenuta. Eppure sommando quanto viene versato all’Acegas-Aps per il servizio smaltimento rifiuti e la spazzatura delle strade a quanto il Comune paga per la tutela del verde e la gestione dei parchi - e non è neppure detto che questi costi debbano essere coperti con la Tarsu - dovrebbe avanzare nelle casse comunali 1 milione di euro da quanto è stato prelevato dalle tasche dei cittadini. Ma non basta. Non è chiaro infatti neppure se nelle spese per rifiuti e spazzatura l’Acegas-Aps imputi anche i costi generali, l’ammortamento degli investimenti ed eventuali utili per se stessa. Perché se così fosse i triestini non pagherebbero più il “costo” reale, come voluto dalla norma, ma un “prezzo” concordato con la società. In tutta risposta il sindaco vanta che «siamo virtuosi, non abbiamo bisogno di discariche e produciamo energia elettrica». Bene, ma che fine fanno gli introiti Acegas-Aps dalla produzione di elettricità? Questi introiti vengono scomputati dalle spese sostenute dal Comune per la gestione del servizio? Eppure dalla termovalorizzazione delle immondizie triestine si producono grosso modo 50 Gwh all’anno. Certo ci sono i dividendi della società, che in parte tornano al Comune per le spese di investimento e le spese correnti. Servono a pagare i servizi rivolti ai cittadini. Ma abbiamo come la sensazione che i cittadini finiscano così con il pagare due volte gli stessi servizi.
Bene fa il consigliere Sergio Lupieri a denunciare che la proposta di legge regionale per la famiglia della destra è discriminatoria. L’assessore Molinaro non può trincerarsi dietro alla Costituzione. «L’art. 29 - come già a suo tempo spiegato dalla Fondazione critica liberale - non impone affatto alla Repubblica di riconoscere come famiglia solo quella definita quale “società naturale fondata sul matrimonio”. Impone invece alla Repubblica di riconoscere i suoi diritti. A essa è garantita una sfera di autonomia rispetto al potere dello Stato. “Non è una definizione. È una determinazione di limiti” ribadì Aldo Moro alla Costituente, perché era vivo il ricordo del tentativo fascista di monopolizzare l’educazione dei giovani, analogo a quanto andava succedendo in quei mesi con l’instaurazione dei regimi stalinisti». Ma riconoscere i limiti legiferativi dello Stato e i diritti della famiglia fondata sul matrimonio non significa negare gli stessi diritti ai figli di genitori conviventi, creando così figli di serie A e figli di serie B. Ma non basta. La proposta è anticostituzionale anche perché viola l’art. 2 della Costituzione, quando esso afferma che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità. Per Molinaro la “personalità” dei bambini di famiglie non fondate sul matrimonio, che comunque sono pur sempre “formazioni sociali”, vale meno di quella degli altri bambini?
1 Marzo 2009 at 10:19 am
Fabio per favore puoi riassumere in poche righe il tuo intervento in Sala Oceania. Non sono riuscita a sentire quello che hai detto, perché sono dovuta andare via prima. Penso che il tuo intervento possa essere interessante anche per gli altri frequentatori del tuo blog, certo per coloro che non ti hanno sentito alla Stazione Marittima.
ti ringrazio in anticipo, sperando in un tuo riscontro
1 Marzo 2009 at 8:30 pm
ti ho ringraziato troppo presto. ritiro il grazie. anzi, lo sottolineo, sappi che è come se non ti avessi mai ringraziato. non sei affatto equo e mi deludi perché a certi tuoi visitatori rispondi ed anche in modo molto approfondito