scusate le autocitazioni, l’età avanza…
Sulla città metropolitana la Lega tenta di tirare la volata, magari solo per vedere chi la segue. Eppure la proposta ha motivazioni valide contro le quali si saldano però interessi, anche legittimi, di parte. La riduzione dei consiglieri e la semplificazione in genere dei passaggi burocratici sono certamente elementi a suo favore. Ma il punto forte è nel disegno di un unico ambito territoriale di intervento integrato. È dal 2006, dalle elezioni comunale e provinciale, che scriviamo sui nostri documenti che va prevista una conferenza metropolitana a scala provinciale per superare la frammentarietà della pianificazione nella realtà triestina. Che è necessario che gli Enti, che hanno competenze di pianificazione, e cioè Comuni, Provincia, Autorità portuale, Ezit e Area di ricerca, sottoscrivano un patto che li impegni a uniformare i loro piani a un disegno condiviso di utilizzo del territorio e delle sue risorse nella provincia di Trieste. E del resto la recente esperienza del piano regolatore comunale è la conferma che la scala solo comunale non è in grado di definire linee strategiche di sviluppo economico e sociale per il territorio triestino.
Il 31 dicembre 2006 scrivevo gli auguri sul mio blog – la città ora deve confrontarsi con un sindaco che, per quanto “tiri la carretta e chieda anche a noi di spingerla”, non è stato ancora in grado di tirare fuori dal cassetto, non dico un progetto, ma neppure un’idea di sviluppo. Avremo qualche strada asfaltata in più, qualche nave bianca in più, ma nessun ruolo della città verso l’Europa che si allarga a est. Manca al sindaco la capacità e anche la voglia di chiamare intorno a sé gli altri enti e istituzioni e scrivere quel piano strategico che altre città, vedi Torino tra tutte, hanno elaborato già da anni avviando politiche di sviluppo e promozione dei loro territori. E sinceramente sono pessimista che lo farà la presidente della Provincia –. Tre giorni dopo ritornai sul tema – Scusate, ma resto pessimista che i buoni auspici si trasformino nel 2007 in reale voglia e capacità da parte degli enti di individuare alcuni, pochi, obiettivi comuni e di indirizzare le reciproche politiche nella stessa direzione di marcia. Spero che i fatti mi smentiscano nei prossimi mesi e che gelosie, primogeniture e ripicche non pregiudichino le intese. Eppure per fare squadra è necessario che a un ente venga riconosciuto dagli altri il ruolo di coordinatore, di guida del processo di concertazione e promozione. Alla presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat riconosco il merito di aver lavorato in questi primi mesi a rimettere in sesto una macchina che amministrativamente e finanziariamente era in condizioni disastrate. Ma come per il Governo Prodi, anche per la Provincia di Trieste questo non è sufficiente, se si vuole superare una fase di pura sopravvivenza e (ri)lanciare invece il suo ruolo politico di ente intermedio di coordinamento e di programmazione sul territorio. Questo è quanto abbiamo sottoscritto, Bassa Poropat e noi tutti segretari dei partiti del centrosinistra, quando abbiamo condiviso il programma per le elezioni di aprile: “di fronte alla frammentarietà delle politiche urbanistiche… la Provincia si assumerà il ruolo di convocare una conferenza territoriale provinciale per coordinare…” Abbiamo sottoscritto questo testo, ma non tutti sembrano ora ricordarsene. Se poi invece si chiamerà “piano strategico”, ben venga. Ma la logica è altra, è anzitutto quella di chiamare alla responsabilità gli altri enti, “creare sistema” appunto e farsi riconoscere l’autorità per coordinarli. La Provincia, questo non ha ancora iniziato a fare… –. Sembra ieri eppure sono passati tre anni. Il giorno dopo Marta mi invitò a – fare un paio di esercizi zen sulla (mia) tendenza a dire pubblicamente ciò che sarebbe permesso ad un cittadino qualsiasi, ma non ad un segretario politico –. Già, perché allora scoppiò una piccola bagarre politica, ma se oggi lasciamo alla Lega il ruolo di guidare la rivoluzione amministrativa, la responsabilità è tutta nostra.
30 Gennaio 2010 at 10:32 am
Hai una memoria di ferro! Rimango della mia idea, ovviamente. Ora non sei più segretario, ma sei sempre capogruppo e il tuo bilog è sempre citato dal Piccolo e quindi ti ripeto che i tuoi sfoghi di cittadino rientrerebbero piuttosto in un bilog di impostazione personale-nel genere pensatoio di Fabio Omero sui problemi pubblici - ma che poco mi sembrano adatti ad un bilog di un capogruppo così seguito dalla stampa. In ogni caso, sei libero- e vorrei ben vedere!- di impostare le tue comunicazioni ai tuoi seguaci come meglio credi. Perchè è per i tuoi seguaci che scrivi, non è vero? Oppure no… bacio Marta
1 Febbraio 2010 at 1:41 pm
[…] Fabio Omero, capogruppo Pd in consiglio comunale di Trieste, sul suo blog: “se oggi lasciamo alla Lega il ruolo di guidare la rivoluzione amministrativa, la […]