bilancio gonfiato
Per capire se un piano delle opere è un libro dei sogni o meno bisogna attendere il rendiconto. E l’ultimo rendiconto licenziato dal sindaco Dipiazza, quello relativo al 2008, non appare tanto lusinghiero, visto che la differenza tra spese in conto capitale, ovvero le spese per le opere pubbliche, effettivamente impegnate e quelle previste a inizio anno registrava un - (meno) 48,46%. Il che significa che per metà il suo piano delle opere era stato un libro dei sogni.
Quest’anno per finanziare le opere Dipiazza prevede la bellezza di 63 milioni trasferiti dalla Regione con un aumento netto di 50 milioni rispetto a quanto effettivamente incassato l’anno scorso. Ma anche questi numeri si lasciano scrivere, perché l’anno scorso dovevano essere 36, ma si sono ridotti nei fatti a 13 milioni e mezzo. Nel 2009 infatti si prevedeva di costruire per 87 milioni, oggi, in attesa del nuovo rendiconto, si calcola che saranno stati impegnati circa 51. Il che significa che il Comune, ben che vada, riesce a cantierizzare appena il 60% di quanto previsto a inizio anno.
I primi dati che ci arrivano sul bilancio 2010 rendono così ancora più allarmante il quadro generale, perché tendono a gonfiare virtualmente la spesa in conto capitale per mascherare una situazione economica al limite della sostenibilità. Del resto nelle entrate colpiscono anche le voci di recupero dell’evasione dell’Ici e della Tarsu, che dallo zero dell’anno scorso passano ai 4 milioni e mezzo di quest’anno, una innovativa e per questo preoccupante “addizionale erariale” di 3 milioni sulla stessa Tarsu e una crescita dei proventi dai servizi a domanda individuale, le famose tariffe, del 6,5%, giustificato dall’assessore Ravidà come una maggior domanda dell’utenza registrata per ora solo ufficiosamente in un rendiconto ancora tutto da scrivere. Entrate vere o entrate solo scritte sulla carta?