dopo l’assemblea del pd
Probabilmente ammettere in un’assemblea di partito aperta alla stampa che «il problema è sorto all’interno della mia maggioranza» può apparire a chi nella politica e in particolare in Consiglio regionale è impegnato da anni un’ingenuità. Eppure gli elettori, quelli delle primarie anzitutto, hanno ben chiara la differenza tra ingenuità e manovre speculari di correnti, condotte solo al fine di indebolire la segretaria Serracchiani. Non mi appassiona l’articolo 45 dello Statuto del Pd sul limite dei mandati per i consiglieri regionali. Proprio perché è diventato la rappresentazione plastica del rinnovamento del partito, neanche fosse l’unica via per riconquistare credibilità tra i cittadini e per marcare la differenza dalla destra berlusconiana. Ma la mediazione sui due mandati con deroga e retroattività per chi è già stato consigliere dei Ds o della Margherita era una buona mediazione. Del resto era stata approvata dall’assemblea prima di essere cancellata con un colpo di mano ai limiti della legalità. E su questa mediazione tutti, e sottolineo tutti, noi democratici di Trieste ci siamo ritrovati uniti. Mi spiace che Mauro Travanut da buon conservatore, in politica quanto della poltrona, dia più peso ai due consiglieri regionali, uno contrario e uno astenuto, che agli iscritti del Pd di Trieste, che nei congressi di sezione si sono espressi a favore del limite. Perché è con questo mandato e non per logiche strumentali di corrente che abbiamo votato in assemblea, il segretario di Trieste Roberto Cosolini in testa.
4 Marzo 2010 at 10:16 am
Bentornato caro blog! Ieri mattina mi sono proprio allarmata… Bacio Marta