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il valzer delle poltrone

Di fronte al valzer delle poltrone nelle Aziende ospedaliera e sanitaria di Trieste e al Burlo e senza per questo assolutamente voler assolvere il centrosinistra e le scelte fatte nel passato sottoscrivo le parole di Ignazio Marino, quando sostiene che: «nella sanità, come in tutti gli altri ambiti, dalla scuola all’amministrazione pubblica, vanno introdotti sistemi di valutazione basati sull’efficienza, ma soprattutto sulla qualità. Ridefinire i criteri di selezione degli amministratori e dei professionisti ai quali affidare un ruolo direttivo nelle strutture sanitarie: l’abitudine delle segnalazioni politiche va sostituita con regole trasparenti e non aggirabili. Io da sempre denuncio l’assurdo meccanismo che permette alle giunte regionali di nominare i dirigenti delle Aziende sanitarie senza regole uniformi che tengano conto del merito e degli obiettivi da raggiungere. Spesso la nomina dei direttori generali si riduce ad una forma di sottogoverno che porta anche alla nomina di primari amici dei politici. C’è una commistione enorme tra politica e sanità. Un direttore generale è valutato non perché compra un’apparecchiatura, ma per la permeabilità alle raccomandazioni sulle nomine». Ma prendo atto che per i consiglieri regionali triestini del Pdl le nomine sono politiche e basta, senza autocritica e senza tema di smentita.

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