fiera di trieste
NOTA STAMPA di Roberto Cosolini, segretario del Partito democratico di Trieste, e Fabio Omero, capogruppo del Pd al Comune di Trieste.
Archiviato “Olio Capitale” si torna a discutere della sede della Fiera di Trieste. Ma a fronte di un discreto successo della manifestazione si continua anche a registrare il costante deficit della società per azioni, che con i contributi pubblici non è in grado di fare fronte alle spese annuali di gestione di un ente ormai obsoleto. Non intendiamo evocare l’immagine del “carrozzone” buono a garantire solo alcune poltrone in consiglio di amministrazione, ma è evidente ormai la sua insostenibilità economica, non più giustificabile neppure con la promozione di alcune manifestazioni specializzate di pregio. Ci interroghiamo allora se spostare la sua sede in Porto vecchio sarebbe la soluzione di un problema, che non riguarda queste manifestazioni temporanee, quanto il funzionamento dell’ente nel corso di tutto un anno. Tanto che per reperire i fondi necessari al trasferimento il sindaco si è inventato nel piano regolatore la destinazione dell’attuale ambito fieristico ad area strategica. Operazione di mera speculazione edilizia finalizzata solo a far lievitare il valore dei terreni di proprietà della Fiera. Come poi pensi di gestire la nuova sede non lo spiega, tanto che nelle 311 pagine di relazione programmatica del bilancio del Comune mai fa menzione di strategie di sviluppo e di promozione economica di Trieste con o senza la Fiera. Al sindaco, che tanto spesso ci richiama al risparmio della spesa pubblica e alla semplificazione degli enti, come partito e come gruppo consiliare abbiamo allora proposto con un ordine del giorno al bilancio di promuovere e avviare di concerto con gli altri soci pubblici e privati l’iter per lo scioglimento della Fiera Trieste spa e il trasferimento delle sue funzioni residue nell’organizzazione delle manifestazioni Olio Capitale, Liberamente, Domus persona, Triestespresso expo e Spirits & co alla Camera di commercio i.a.a. di Trieste. Perché crediamo che l’Ente camerale abbia le professionalità adatte per garantire comunque la continuità e il successo di questi eventi. Ma sindaco e maggioranza hanno bocciato il nostro ordine del giorno al bilancio, confermando che alla loro politica del “fare” non corrispondono mai atti amministrativi coerenti.