23 Agosto 2010 - Autore: fabio omero

Max Ernst, La vierge corrigeant l’enfant Jésus devant trois témoins: André Breton, Paul Eluard et le peintre, 1926, olio su tela, 196×130 cm, Cologna, Museum Ludwig.

E per restare in tema…
La Cantina au coeur de Bahia, Bruxelles, rue Jardin des Olives.

Michelangelo Pistoletto, Tenda Verde - Groen Gordijn, 1962-1965, Bruxelles, Les Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique.
Postato in Generale | 1 Commento »
10 Agosto 2010 - Autore: fabio omero
Napolitano a Stromboli. Berlusconi tra Arcore, Sardegna e Roma. Schifani nelle Eolie e a Cortina d’Ampezzo. Fini ad Ansedonia. Bossi a Ponte di Legno. Bersani in Sardegna. Casini nel Salento. Di Pietro a Montenero di Bisaccia. E non è mica perché in tempo di crisi vogliono promuovere le vacanze in Patria. Piuttosto è che a uscire dai confini d’Italia rischiano – e noi con loro – di farsi ridere dietro. Ricordo che nell’estate 1994, a pochi mesi dal «L’Italia è il paese che amo… è indispensabile che al cartello delle sinistre si opponga un polo delle libertà che sia capace di attrarre a sé il meglio di un Paese pulito, ragionevole, moderno…», in un baretto gay del Marais a Parigi già ci ridevano dietro per il neo primo ministro italiano. Non oso pensare cosa ci succederà domani, quando varcheremo i confini di questo nostro Paese pulito, ragionevole e moderno… Quasi, quasi rispolvero il “wir entschuldigen uns für Berlusconi”, che volevo appendere al camper dopo il Kapò dato a Schultz. Comunque buone vacanze a tutti.
Postato in Generale | 2 Commenti »
9 Agosto 2010 - Autore: fabio omero
Se tra le questioni, che fanno desistere il Pd dall’invocare subito le elezioni, c’è la necessità di una riforma della legge elettorale, perché siano i cittadini a decidere chi mandare in Parlamento e non la segreteria nazionale del partito, una soluzione già esiste e dovrebbe essere parte della nostra cultura riformista. Ma visto che è alle “primarie” che mi riferisco, il condizionale è d’obbligo. Lo statuto del Pd del Friuli Venezia Giulia già prevede che la selezione delle candidature per le assemblee rappresentative ad ogni livello – e quindi anche per il Parlamento – avvenga con il metodo delle primarie. La selezione dei candidati parlamentari è allora questione solo di volontà politica e di rispetto delle sensibilità dei nostri elettori, non di riforme elettorali.
Postato in Partito democratico | Nessun commento »
7 Agosto 2010 - Autore: fabio omero
Postato in Generale | 2 Commenti »
6 Agosto 2010 - Autore: fabio omero
A Roma il Pd discute di coalizioni, dividendosi, come era da aspettarselo, tra chi punta sull’alleanza con Casini, Fini e Rutelli e chi punta invece su Di Pietro e Vendola.
Non entro nel merito, ma provo a porre la domanda sulla coalizione con il centro in salsa locale. Vorreste voi, cari democratici triestini, allearvi con il terzetto, anzi quartetto, costituito dai gemelli Sasco, da Menia e da Minisini?
ps: per la coalizione con la sinistra rinvio il quesito a quando avrò individuato i riferimenti locali
Postato in Partito democratico | Nessun commento »
5 Agosto 2010 - Autore: fabio omero
Quando uno acquista un’automobile nuova è informato in modo puntuale delle caratteristiche tecniche e delle prestazioni del modello. E in più riceve il libretto, sul quale sono riportati i dati principali a garanzia anche della spesa fatta. Lo stesso o quasi accade per l’acquisto di un mezzo usato.
Perché invece, chi acquista una casa o un appartamento, ha solo informazioni generiche e non riceve nessuna documentazione sulle prestazioni dell’immobile?
Leggere che Trieste entra nelle aree a rischio sismico non è necessariamente un brutta notizia. È un elemento di maggior sicurezza, che comporterà forse costi maggiori, come sostiene l’ing Cervesi, ma che costringe progettisti, costruttori e immobiliaristi a dimostrare le qualità tecniche dell’edificio. Da un punto di vista sismico e, perché no, anche della sua sostenibilità energetica e ambientale.
Nel 2003 presentai un emendamento al Regolamento edilizio comunale che voleva imporre la scheda tecnica descrittiva: “A conclusione delle opere, per ogni unità immobiliare oggetto di intervento edilizio, deve essere compilata una scheda tecnica descrittiva a cura di un tecnico abilitato incaricato dal titolare dell’intervento edilizio. La scheda tecnica deve indicare i dati catastali, urbanistici ed edilizi, l’eventuale riferimento all’unità edilizia originaria, i dati metrici e dimensionali previsti dal progetto e realizzati, i livelli dei requisiti dichiarati in sede di progetto e forniti dall’opera realizzata, gli standard qualitativi e le caratteristiche tecniche e tecnologiche di strutture, attrezzature, impianti e materiali utilizzati. Copia della scheda è conservata dal Comune, ed è rilasciata a richiesta dei soggetti aventi titolo. La scheda tecnica descrittiva, con i suoi eventuali aggiornamenti in caso di interventi successivi, costituisce la base per la formazione del Libretto immobiliare di uso e manutenzione del fabbricato, a cura del Proprietario o dell’Amministratore condominiale.”
Ovviamente l’emendamento venne bocciato e la scusa fu la stessa di oggi: avrebbe comportato maggiori costi.
Postato in Comune di Trieste | Nessun commento »
4 Agosto 2010 - Autore: fabio omero
Rutelli parla di inizio di un cambiamento e definisce quello con Casini, Fini e Lombardo il “patto di consultazione”. Peccato che di patto di consultazione tra cofondatori abbiano parlato Berlusconi e Fini nel 2009, di patto di consultazione tra maggioranza e opposizione Veltroni nel 2008, per non dire del patto di consultazione tra Nenni e Togliatti, che risale al 1956. Come lessico politichese non è male. Come inizio del cambiamento pure. La Lanzillotta ci mette poi del suo, quando per giustificare l’intesa tra il “suo” Rutelli e Fini scopre una «evoluzione culturale profondissima» solo nel percorso politico di Fini. E intanto a Trieste l’on. Menia, a cui va comunque riconosciuto il merito di non restare attaccato alla poltrona e di rispettare prima di tutto i vincoli amicali, sostiene Fini. Ma Fini non è più quello che affermava che «un maestro elementare dichiaratamente omosessuale non può fare il maestro». Anzi riceve le associazioni glbt e riconosce il ritardo dell’Italia sulle discriminazioni dovute all’orientamento sessuale. Chissà se Menia è ancora dell’opinione che «per essere politicamente corretti bisogna essere culi per forza»? Chissà poi cosa pensano lui e i suoi “camerati” triestini della cittadinanza breve per i figli degli immigrati o del diritto di voto ai cittadini stranieri? O della bioetica? Fini dichiarò: «Il Parlamento deve fare leggi non orientate da precetti di tipo religioso». E sul caso Englaro: «Invidio chi ha certezze. Personalmente non ne ho, né religiose né scientifiche. Ho solo dubbi, uno su tutti: qual è e dov’è il confine tra un essere vivente e un vegetale? Penso che solo i genitori di Eluana abbiano il diritto di fornire una risposta. E avverto il dovere di rispettarla». Mentre Menia sottoscrisse l’appello “Eluana muore per fame e per sete. Eluana muore così perché un tribunale ha acconsentito che morisse così. Muore, Eluana, perché il decreto che le salverebbe la vita non è stato firmato”. Va a finire che l’unico coerente sarà Casini.
Postato in la destra, Partito democratico | 1 Commento »
3 Agosto 2010 - Autore: fabio omero
La ronda anti prostitute della Lega è ancora una volta un gesto solo mediatico, che non dà risposte né in termini di sicurezza, né di lotta alla criminalità. E infatti l’on. Fedriga tace sul taglio imposto dal suo Governo dal 1° agosto dei fondi per il telefono verde contro lo sfruttamento della prostituzione, anche minorile. Ma le schiave del sesso nella maggioranza non sono italiane e quindi alla Lega non interessano. Io condivido invece la proposta di alcuni giorni fa dell’assessore comunale Sbriglia di creare un’area periferica, lontana dalle abitazioni e controllata dalla polizia, dove le prostitute possano esercitare liberamente la loro professione. Se accanto ci mettiamo l’attività dell’unità di strada e un progetto di inserimento sociale protetto, potremo rendere più tranquille le notti in borgo teresiano e più deboli le organizzazioni criminali.
Postato in la destra | 1 Commento »
2 Agosto 2010 - Autore: fabio omero
Troppo facile rispedire al mittente l’invito di Sasco che maggioranza e opposizione approvino il piano regolatore a settembre, perché altrimenti questo compito spetterà al prossimo sindaco. La variante 118 è nata su indirizzi, che come centrosinistra non abbiamo approvato, è stata secretata, mentre chiedevamo un processo partecipato e trasparente, e soprattutto non è un piano strategico, ma solo un piano edilizio. Meglio quindi, molto meglio che resti nei cassetti. L’attuale salvaguardia scade ad agosto 2011. Il futuro sindaco farebbe a tempo a rivedere il piano sulla base di indirizzi più coerenti con la salvaguardia del territorio e il suo sviluppo economico, a riadottarlo e quindi a riaprire i termini anche per una nuova salvaguardia. Certo, così arriveremmo al 2013, con una forte penalizzazione sia per le famiglie che per il tessuto economico triestino, ma con una penalizzazione sempre minore rispetto ai danni conseguenti all’approvazione della variante Dipiazza.
Postato in Comune di Trieste | Nessun commento »
31 Luglio 2010 - Autore: fabio omero
Il piano regolatore dovrebbe disegnare lo sviluppo di una città e del suo territorio, individuando gli obiettivi, le strategie per raggiungerli e le regole. Magari dovrebbe anche ripensare la città in termini policentrici per superare la dicotomia centrocittà, quartieri e periferia e per creare nuove identità e nuove funzioni nei nuclei urbani.
Il piano particolareggiato del centro storico dovrebbe rilevare le attività e i servizi presenti nel centro, la rete di negozi, le piazze, le zone pedonali e il verde pubblico – i così detti “attrattori” –, e prevedere la trasformabilità dei contenitori e delle aree dismesse attraverso progetti strategici.
E infine il piano del traffico dovrebbe partire da un obiettivo forte e qualificante, quale la riduzione dell’accesso con il mezzo privato a favore del mezzo pubblico nel centro città e nei centri dei quartieri. Dovrebbe favorire l’accesso dei cittadini agli “attrattori”, e i mezzi con cui farli raggiungere, distinguendo la tipologia di pubblico che vi accede e le fasce orarie in cui vi accede, compreso il grado di autonomia e di conseguenza i mezzi con cui le diverse categorie di cittadini devono potervi accedere.
Ora è semplicemente ridicolo che, con il piano regolatore solo edilizio e comunque sospeso, il piano particolareggiato del centro storico nel limbo, Dipiazza presenti un piano del traffico e della mobilità.
Ma per andare dove?
Postato in Comune di Trieste | Nessun commento »